ENGLOBE a MCE 2026: innovazione negli impianti e sistemi radianti per edifici efficienti
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ENGLOBE a MCE 2026: innovazione negli impianti e nuove soluzioni per il riscaldamento radiante

ENGLOBE partecipa a MCE – Mostra Convegno Expocomfort 2026

Il 25 marzo 2026, il team di progettazione impianti di ENGLOBE ha partecipato alla 44ª edizione di MCE – Mostra Convegno Expocomfort 2026, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati al settore HVAC+R, alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica, tenutosi presso Fiera Milano Rho dal 24 al 27 marzo.

La manifestazione rappresenta da oltre sessant’anni una piattaforma globale di confronto tra progettisti, produttori e operatori della filiera dell’impiantistica, con oltre 1.800 espositori e decine di migliaia di visitatori provenienti da più di 140 Paesi.

Il claim dell’edizione 2026, “Energy is evolving”, ha posto al centro del dibattito l’evoluzione delle tecnologie energetiche per edifici sempre più efficienti, intelligenti e sostenibili, con focus su digitalizzazione degli impianti, gestione dell’acqua ed efficienza energetica.

Secondo il team ENGLOBE, eventi di questo tipo rappresentano un momento fondamentale di aggiornamento tecnico per chi si occupa di progettazione integrata degli impianti negli edifici pubblici e privati.

Perché i sistemi radianti stanno diventando centrali nella progettazione impiantistica

Uno dei temi più interessanti emersi durante la visita tecnica è stato il crescente sviluppo di soluzioni dedicate al riscaldamento e raffrescamento radiante, sempre più utilizzate nei progetti di edilizia contemporanea e negli interventi di riqualificazione energetica.

I sistemi radianti offrono infatti diversi vantaggi tecnici rispetto ai sistemi tradizionali:

  • distribuzione uniforme del calore negli ambienti
  • funzionamento a bassa temperatura compatibile con pompe di calore e fonti rinnovabili
  • maggiore efficienza energetica e riduzione dei consumi
  • miglior comfort termoigrometrico negli ambienti interni

Durante la manifestazione sono state presentate numerose innovazioni nel campo della componentistica idronica e dei sistemi radianti. Tra le aziende di riferimento del settore si distingue RBM MORE, specializzata nello sviluppo di sistemi avanzati per il riscaldamento radiante e per la distribuzione efficiente dei fluidi negli impianti HVAC.

Secondo il team tecnico di ENGLOBE, l’evoluzione dei sistemi radianti rappresenta uno dei principali driver tecnologici per la progettazione degli edifici ad alta efficienza energetica.

L’importanza della formazione continua per i progettisti impiantisti

Per società di ingegneria multidisciplinari come ENGLOBE, la partecipazione a eventi tecnici internazionali consente di mantenere aggiornato il proprio know-how su:

  • nuove tecnologie impiantistiche
  • componenti e materiali innovativi
  • normative energetiche europee
  • soluzioni integrate per edifici sostenibili

Come sottolineato dai collaboratori ENGLOBE presenti all’evento, il confronto diretto con produttori e operatori della filiera consente di trasferire rapidamente le innovazioni tecnologiche all’interno dei progetti di architettura e ingegneria.

Perché MCE è un evento importante per i progettisti impiantisti?

Perché MCE è un evento importante per i progettisti impiantisti?

MCE è una delle principali manifestazioni internazionali dedicate ai sistemi HVAC, all’efficienza energetica e alle tecnologie per l’edificio intelligente, offrendo ai professionisti l’opportunità di conoscere le soluzioni più innovative del settore.

Perché i sistemi radianti stanno diventando sempre più diffusi?

Perché i sistemi radianti stanno diventando sempre più diffusi?

I sistemi radianti lavorano a bassa temperatura, sono altamente efficienti e si integrano perfettamente con pompe di calore e fonti rinnovabili, rendendoli ideali per edifici ad alte prestazioni energetiche.

ENGLOBE al meeting della World Bank a Roma sui finanziamenti globali per l’acqua
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ENGLOBE al Meeting Strategico della World Bank a Roma sui Finanziamenti Globali per la Sicurezza Idrica

La World Bank e il ruolo globale negli investimenti infrastrutturali

La World Bank rappresenta una delle principali istituzioni finanziarie internazionali impegnate nel sostegno allo sviluppo economico, alla resilienza climatica e alla realizzazione di infrastrutture strategiche in tutto il mondo. Attraverso i programmi del World Bank Group, l’istituzione mobilita ogni anno ingenti risorse finanziarie per sostenere progetti nei settori dell’energia, dei trasporti, dell’ambiente e, sempre più, della gestione sostenibile delle risorse idriche.

Negli ultimi anni la sicurezza dell’acqua è diventata una delle priorità assolute delle politiche di sviluppo globale. Gli investimenti promossi dalla banca mondiale ammontano a centinaia di miliardi di dollari destinati a migliorare l’accesso all’acqua potabile, rafforzare i sistemi di irrigazione agricola e proteggere gli ecosistemi naturali.

La strategia internazionale sul tema dell’acqua si articola oggi su tre livelli fondamentali:

  • Water for People, garantire accesso all’acqua potabile e ai sistemi di igiene e sanificazione
  • Water for Food, sostenere l’agricoltura e la sicurezza alimentare attraverso infrastrutture idriche efficienti
  • Water for the Planet, proteggere le risorse naturali e gli ecosistemi in un contesto di cambiamento climatico

Il meeting strategico di Roma

In questo contesto si è svolto a Roma un meeting privato promosso dalla World Bank, che ha riunito alcune tra le più importanti società di ingegneria e progettazione italiane per discutere le prospettive future dei programmi di investimento globali legati alla gestione dell’acqua.

Per ENGLOBE era presente Marco Montagna, Partner and Business Developer della società.

Tra gli interventi istituzionali più rilevanti figuravano:

Stefania Le Noci, responsabile delle attività della banca mondiale in Italia, e Saroj Kumar Jha, direttore globale del settore acqua della banca mondiale.

Durante il confronto è stato evidenziato come la crescente pressione sulle risorse idriche (dovuta all’aumento della popolazione, ai cambiamenti climatici e alla crescente domanda agricola) richieda programmi infrastrutturali sempre più complessi e multidisciplinari.

Tecnologie e competenze italiane per la gestione dell’acqua

Il sistema industriale e tecnologico italiano legato alla gestione delle risorse idriche è oggi riconosciuto a livello internazionale per l’elevato livello di innovazione e competenza tecnica.

In particolare, il sistema ESALIM rappresenta uno degli ecosistemi più avanzati nel campo delle tecnologie per il trattamento, la distribuzione e la gestione sostenibile dell’acqua, con soluzioni apprezzate in numerosi progetti infrastrutturali internazionali.

ENGLOBE e le opportunità dei programmi multilaterali

La partecipazione a incontri strategici con istituzioni finanziarie internazionali rappresenta un passaggio fondamentale per rafforzare il dialogo tra progettazione tecnica e programmi di investimento globali.

Secondo il team tecnico di ENGLOBE, i grandi programmi infrastrutturali finanziati da istituzioni multilaterali richiederanno sempre più competenze integrate tra ingegneria, pianificazione territoriale, sostenibilità ambientale e resilienza climatica.

In questo scenario, la collaborazione tra istituzioni finanziarie, centri di ricerca e società di progettazione rappresenta uno degli elementi chiave per affrontare le sfide globali legate alla gestione dell’acqua.

Perché la gestione dell’acqua è una priorità globale?

Perché la gestione dell’acqua è una priorità globale?

L’acqua rappresenta una risorsa strategica per la salute pubblica, la produzione alimentare, la stabilità degli ecosistemi e la resilienza climatica. Per questo motivo le principali istituzioni finanziarie internazionali stanno incrementando significativamente gli investimenti in infrastrutture idriche.

Qual è il ruolo delle società di ingegneria nei programmi della World Bank?

Qual è il ruolo delle società di ingegneria nei programmi della World Bank?

Le società di ingegneria e architettura sono coinvolte nella progettazione, nella pianificazione e nella realizzazione delle infrastrutture finanziate dalle banche multilaterali di sviluppo, contribuendo con competenze tecniche avanzate alla realizzazione dei progetti.

Fonte immagine: World Bank Group

ENGLOBE al meeting della World Bank a Roma sui finanziamenti globali per l’acqua
ENGLOBE partecipa al convegno ANCE “Città da vivere” sul futuro delle città in Europa e Italia: urbanistica, housing e sostenibilità.
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Il futuro delle città: ENGLOBE al convegno “Città da vivere” promosso da ANCE in collaborazione con Assimpredil

Qual è il futuro delle grandi città in Europa e in Italia?

Il futuro delle città si basa su modelli integrati che combinano rigenerazione urbana, politiche abitative e sostenibilità ambientale.

Il convegno “Città da vivere – Come rilanciare il modello della città italiana”, tenutosi il 4 marzo 2026 presso la sede ANCE di Roma e presieduto dalla Presidente nazionale ANCE, Federica Brancaccio, ha rappresentato un momento di confronto strategico tra istituzioni, accademici e operatori del settore costruzioni.

L’evento ha visto la partecipazione di figure istituzionali di primo piano, tra cui il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’ex Ministro Maurizio Lupi, oltre al contributo di ex sindaci di grandi città italiane come Milano, Roma, Napoli e Palermo, portando una visione concreta e multidimensionale delle dinamiche urbane.

L’evento ha affrontato temi chiave per il settore AEC (Architecture, Engineering, Construction):

  • trasformazioni urbane post-anni ’90 e impatti socio-economici
  • modelli europei di sviluppo urbano e comparazione internazionale
  • emergenza abitativa e politiche UE per l’housing
  • ruolo dei grandi eventi nella rigenerazione delle città
  • integrazione tra cultura, tradizione e sviluppo urbano

Secondo il programma ufficiale, il dibattito ha coinvolto rappresentanti istituzionali ed esperti del Centro Studi ANCE e IFEL, evidenziando la necessità di una visione sistemica delle politiche urbane.

Quali sono le principali criticità nella progettazione delle città contemporanee?

La principale criticità è la gestione simultanea di complessità normativa, pressione demografica e transizione ecologica.

Le città italiane ed europee si confrontano con:

  • necessità di adeguamento ai criteri DNSH (Do No Significant Harm) e agli obiettivi ESG
  • vincoli derivanti da strumenti urbanistici locali (PRG, PGT) e normative nazionali
  • crescente domanda di housing accessibile e servizi urbani integrati
  • rigenerazione di patrimoni edilizi esistenti, spesso vincolati (D.Lgs. 42/2004)

Come evidenziato durante il convegno, il tema dell’emergenza abitativa è oggi centrale nelle politiche europee, con un focus su modelli di sviluppo inclusivi e sostenibili.

Qual è il contributo di ENGLOBE nel dibattito sulle città del futuro?

ENGLOBE contribuisce con un approccio multidisciplinare basato su progettazione integrata, BIM e rigenerazione urbana.

La partecipazione di ENGLOBE al convegno conferma il nostro ruolo attivo nella definizione dei nuovi modelli urbani.

Questo approccio si traduce operativamente in:

  • utilizzo di metodologie BIM (Building Information Modeling) per la gestione del ciclo di vita urbano
  • integrazione tra progettazione architettonica, strutturale e impiantistica
  • applicazione dei criteri CAM (Criteri Ambientali Minimi) e strategie NZEB
  • gestione di interventi su patrimonio esistente con logiche di rigenerazione urbana

Perché il tema delle città è centrale nelle politiche europee?

Perché il tema delle città è centrale nelle politiche europee?

Perché le aree urbane concentrano oltre il 70% della popolazione e rappresentano il principale driver economico e ambientale.

Qual è il ruolo delle società di ingegneria nella trasformazione urbana?

Qual è il ruolo delle società di ingegneria nella trasformazione urbana?

Le società di ingegneria integrata, come ENGLOBE, sono fondamentali per tradurre le strategie urbane in progetti concreti, coordinando aspetti tecnici, normativi e ambientali.

Fonte immagini: Ance

Polo museale di Vitruvio e della Romanità a Fano
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Polo museale di Vitruvio e della Romanità a Fano: avviata la riqualificazione dell’ex Filanda Bosone

Qual è l’obiettivo del progetto del Polo museale di Vitruvio e della Romanità?

L’obiettivo del progetto è la realizzazione di un Museo della Romanità capace di integrare patrimonio archeologico, architettura industriale storica e città contemporanea.
È ufficialmente avviata la commessa per la realizzazione del Polo museale di Vitruvio e della Romanità a Fano, che prevede la riqualificazione funzionale dell’ex Filanda Bosone, a seguito dell’aggiudicazione della gara europea. L’incarico comprende la progettazione di fattibilità tecnico-economica, la relazione geologica, le indagini specialistiche, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, la Direzione Lavori e la direzione operativa.

Polo museale di Vitruvio e della Romanità a Fano

Come si inserisce l’intervento nel contesto archeologico e urbano di Fano?

L’intervento si fonda su un approfondito quadro conoscitivo del rapporto tra edifici esistenti e sistema urbano-archeologico.
A seguito del sopralluogo ricognitivo iniziale, sono state avviate le analisi preliminari sugli edifici esistenti e sulla loro relazione con il contesto archeologico, urbano e storico. Le attività progettuali si collocano in una fase di particolare rilevanza per la città, anche alla luce della recente scoperta, sotto Piazza Andrea Costa, della Basilica di Vitruvio, che ha consentito una lettura più accurata dell’assetto e della struttura del Foro romano.

Qual è il valore archeologico degli edifici della ex Filanda Bosone?

I due capannoni industriali ottocenteschi conservano elementi riconducibili a strutture pubbliche della Fano romana.
Il nuovo quadro interpretativo consente oggi di leggere con maggiore chiarezza i resti presenti all’interno degli edifici destinati a museo, identificabili come il criptoportico del Tempio di Giove e il teatro. Tali emergenze non rappresentano episodi isolati, ma parti integrate di un sistema urbano romano unitario e complesso, che trova nel Polo museale un punto di sintesi e valorizzazione.

In che modo il Museo della Romanità restituisce la continuità storica della città?

Il progetto mira a rendere leggibili le stratificazioni storiche tra città romana, fase industriale e assetto contemporaneo.
In qualità di futuro Museo della Romanità, l’ex Filanda Bosone avrà il compito di raccontare la Fano romana attraverso una visione ampia e integrata, comprendente la Basilica vitruviana e il suo rapporto con il foro, il teatro e gli altri edifici pubblici. Uno degli obiettivi centrali è la restituzione della continuità storica urbana, mostrando come la città romana si sia sovrapposta a quella industriale dell’Ottocento e, successivamente, alla città contemporanea.

Quale ruolo hanno le tecnologie digitali nel percorso museale?

Le tecnologie multimediali supportano un’esperienza espositiva accessibile, senza sostituire la fruizione diretta dell’archeologia.
Il progetto prevede l’integrazione di soluzioni digitali e multimediali a supporto di un percorso espositivo inclusivo e universale, in grado di coinvolgere pubblici diversi. Il racconto digitale si affianca costantemente all’esperienza diretta degli scavi archeologici reali, presenti e visibili all’interno dell’area museale, mantenendo un saldo legame con la dimensione materiale e scientifica della storia.

Polo museale di Vitruvio e della Romanità a Fano

Quali sono i principi guida dell’intervento?

Rigore scientifico, controllo tecnico e rispetto del contesto archeologico costituiscono i pilastri dell’intervento.
Il progetto del Polo museale di Vitruvio e della Romanità si configura come un’operazione ad alta complessità, finalizzata a restituire alla città di Fano un luogo in cui la storia millenaria torna a essere comprensibile, condivisa e vissuta, nel rispetto delle stratificazioni e del valore identitario del patrimonio archeologico e architettonico.

Restauro italiano e villaggi storici di Aseer: il metodo ENGLOBE | Italy–Aseer Strategic Cooperation
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ENGLOBE all’incontro Italy–Aseer Strategic Cooperation: il metodo italiano del restauro per i villaggi storici dell’Arabia Saudita

Restauro italiano e villaggi storici di Aseer: un metodo a confronto tra Italia e Arabia Saudita

Il workshop Italy–Aseer Strategic Cooperation, promosso da Assorestauro presso la sede romana di ITA – Italian Trade Agency, ha offerto un’occasione di confronto tecnico-istituzionale tra Italia e Arabia Saudita sui temi della conservazione del patrimonio costruito, dell’adaptive reuse e della rigenerazione dei villaggi storici. All’incontro hanno partecipato istituzioni, imprese e professionisti della filiera italiana del restauro, in un dialogo orientato non tanto alla definizione di soluzioni puntuali quanto alla costruzione di un metodo condiviso.

Al centro della discussione la Regione di Aseer, territorio dell’Arabia Saudita caratterizzato da insediamenti storici, architetture tradizionali e paesaggi culturali di rilievo, oggi al centro di strategie di sviluppo turistico sostenibile. La questione posta dal contesto saudita non riguarda il singolo edificio, ma la scala territoriale: pianificazione generale, master plan, conservazione dell’identità costruttiva locale, sostenibilità economica degli interventi e gestione di lungo periodo.

Una sfida che richiede una sequenza operativa rigorosa: rilievo conoscitivo, diagnosi materica e strutturale, valutazione della vulnerabilità, progetto di compatibilità d’uso, gestione delle interferenze, controllo del ciclo di vita dell’intervento, più che soluzioni preconfezionate.

Quattro casi studio per leggere la complessità del restauro contemporaneo

Nel corso dell’incontro, l’ingegnere Marco Montagna ha presentato una selezione di progetti utili a illustrare come la cultura tecnica italiana del restauro si misuri, oggi, con contesti operativi molto diversi tra loro: dal recupero ricettivo nel tessuto urbano storico alla valorizzazione di parchi archeologici, fino alla progettazione strutturale in scenari internazionali.

Hotel Palazzo Castri, Firenze

Intervento di direzione lavori, progettazione strutturale e revisione architettonica per la riqualificazione di una struttura ricettiva inserita nel tessuto storico fiorentino.

Palazzo Perticari, Pesaro

Progettazione e direzione lavori strutturale per il restauro, il consolidamento e il riuso di un edificio storico oggi destinato a funzioni private, biblioteca e galleria d’arte: un caso che mette in luce la tensione, tipica del restauro contemporaneo, tra conservazione e nuove destinazioni d’uso.

Villa Massenzio, Roma

Progettazione, direzione lavori e coordinamento della sicurezza per il restauro conservativo del sito archeologico lungo la Via Appia e la creazione di nuovi percorsi di visita, con l’obiettivo di rendere fruibile un patrimonio di particolare fragilità senza comprometterne l’integrità.

Diamond Star of the East Resort, Zanzibar

Progettazione strutturale per l’ampliamento di un complesso residenziale e ricettivo internazionale, con nuove suite e infrastrutture di supporto: un progetto che testimonia la capacità di trasferire competenze strutturali italiane su scenari costruttivi e normativi differenti da quelli europei.

In sintesi, letti insieme questi quattro interventi disegnano una competenza trasversale che attraversa la disciplina vincolistica italiana, a partire dal D.Lgs. 42/2004 sui beni culturali, la gestione di operazioni ricettive complesse e la progettazione strutturale in contesti internazionali con regole, materiali e condizioni climatiche eterogenee.

Dal caso singolo al metodo: cosa significa applicare l'esperienza italiana ad Aseer

Il punto di maggiore interesse del confronto non sta tanto nei singoli progetti presentati, quanto nel tentativo di estrarne un metodo trasferibile. Nei contesti storici, infatti, il recupero non può essere ridotto a un’operazione di facciata: richiede dati, diagnosi e scelte progettuali verificabili, capaci di tenere insieme istanze spesso in tensione tra loro.

Applicare l’esperienza italiana al caso di Aseer significa costruire una matrice decisionale che colleghi variabili eterogenee:

  • Autenticità materica e tecniche costruttive locali
  • Compatibilità funzionale tra nuove destinazioni d’uso e strutture esistenti
  • Riduzione dell’invasività degli interventi
  • Controllo sismico e strutturale
  • Accessibilità e fruizione turistica
  • Gestione impiantistica non impattante
  • Manutenzione programmata nel tempo

È un approccio che evita due rischi opposti: la conservazione puramente museale, che isola il patrimonio dalla vita contemporanea, e la trasformazione indiscriminata, che ne cancella i caratteri identitari. In questa prospettiva, il modello italiano funziona meno come repertorio di soluzioni da esportare e più come metodologia di lavoro, fondata su conoscenza preliminare, gradualità degli interventi e adattamento alle condizioni materiali e culturali del contesto saudita, climaticamente, costruttivamente e normativamente diverso da quello europeo.

Perché l'adaptive reuse resta il nodo centrale

Il tema dell’adaptive reuse, ricorrente in tutti i casi presentati, si confirma come la chiave di lettura più utile per comprendere la direzione del confronto Italy–Aseer. Si tratta di un approccio che consente di restituire funzione e vita a edifici e insediamenti storici, destinandoli a turismo, cultura, ospitalità, senza cancellarne l’identità costruttiva, i materiali originari e il valore documentale che li rende, prima di tutto, testimonianze storiche.

Resta da verificare, nei prossimi sviluppi della cooperazione tra Italia e Regione di Aseer, in che misura questo impianto metodologico riuscirà a tradursi in interventi concreti su un patrimonio che presenta caratteri costruttivi e climatici specifici, difficilmente riducibili a un trasferimento lineare di soluzioni pensate per il contesto italiano.

Qual è stato il ruolo di ENGLOBE nell'incontro Italy–Aseer Strategic Cooperation?

ENGLOBE ha partecipato attraverso la presentazione di Marco Montagna, portando casi studio italiani e internazionali legati a restauro, consolidamento strutturale, direzione lavori, valorizzazione archeologica e adaptive reuse.

Cos'è il workshop Italy–Aseer Strategic Cooperation?

È un incontro tecnico-istituzionale promosso da Assorestauro presso ITA – Italian Trade Agency a Roma, dedicato alla cooperazione tra Italia e Arabia Saudita sulla conservazione del patrimonio e la rigenerazione dei villaggi storici della Regione di Aseer.

Nuova mensa scolastica NZEB a Urbania | Edilizia scolastica PNRR
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Intervista al TG Regione per la realizzazione della nuova mensa di Urbania

Edilizia scolastica a Urbania: nuova mensa prefabbricata NZEB finanziata dal PNRR

L’intervento di edilizia scolastica in corso nel Comune di Urbania (PU) è stato recentemente approfondito nell’intervista rilasciata dall’Ing. Arch. Federico Paci al TG Regione, con un focus sulla costruzione di una nuova mensa scolastica a servizio degli edifici pubblici destinati alla scuola primaria e alla scuola secondaria di primo grado.

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo fabbricato in prossimità del complesso scolastico “Della Rovere”, all’interno di un’area attualmente utilizzata in parte come parco pubblico e in parte come corte scolastica. L’intervento è finanziato nell’ambito del PNRR – Next Generation EU, Missione 4 Istruzione e Ricerca, Componente 1, Investimento 1.2, ed è sviluppato a livello di Progettazione Esecutiva, con l’obiettivo di ampliare e qualificare il servizio scolastico con una mensa, funzione attualmente assente.

Un edificio strategico per il sistema scolastico locale

La nuova mensa è concepita come infrastruttura strategica per il potenziamento dell’offerta scolastica e per l’estensione del tempo pieno. L’edificio è destinato a servire in modo coordinato la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, con percorsi pedonali dedicati che ne garantiscono la piena integrazione con il sistema scolastico esistente. L’intervento, promosso dal Comune di Urbania, si inserisce in una più ampia programmazione pubblica orientata all’adeguamento e alla modernizzazione del patrimonio edilizio scolastico.

Impostazione progettuale, dimensioni e organizzazione funzionale

L’edificio si sviluppa su un unico piano fuori terra in un’area di quasi 2.000 mq, ed è articolato funzionalmente in due ambiti principali: il locale refettorio e il blocco dei servizi.
Il sistema degli accessi è organizzato in modo differenziato: un ingresso principale dedicato agli studenti provenienti dalla corte scolastica, un accesso secondario utilizzabile anche in occasione di usi extra-scolastici, e un ingresso riservato agli addetti e al carico-scarico delle merci. La distribuzione interna comprende un ampio refettorio, una cucina per la preparazione dei pasti con separazione dei flussi pulito/sporco, una dispensa direttamente accessibile dall’esterno, servizi igienici per l’utenza, spogliatoi per il personale e locali di servizio.

Prefabbricazione e sicurezza sismica

Dal punto di vista strutturale, il progetto adotta un sistema costruttivo misto. Il refettorio è realizzato mediante strutture prefabbricate in calcestruzzo armato, mentre il blocco dei servizi è invece realizzato con struttura in cemento armato gettato in opera, con telaio e copertura piana in latero-cemento.
Le indagini geologiche hanno evidenziato la necessità di adottare fondazioni profonde su pali, idonee a garantire la sicurezza e la stabilità dell’edificio in relazione alle caratteristiche del terreno. L’intero intervento è progettato nel rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza sismica, assicurando elevati livelli di protezione per un edificio destinato a utenza scolastica.

Standard NZEB e soluzioni impiantistiche

La nuova mensa scolastica è progettata secondo i criteri NZEB (Nearly Zero Energy Building), attraverso l’integrazione di un involucro edilizio ad alte prestazioni e di impianti tecnologici efficienti. La riduzione dei fabbisogni energetici è perseguita mediante strategie passive e soluzioni costruttive performanti, mentre i sistemi impiantistici sono dimensionati per massimizzare l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e ridurre il consumo di energia primaria non rinnovabile.
L’edificio è dotato di impianti di climatizzazione a espansione diretta, sistemi di ventilazione per il corretto ricambio dell’aria interna, impianto di produzione di acqua calda sanitaria tramite pompa di calore, oltre a impianti elettrici completi di illuminazione ordinaria ed emergenza, messa a terra e protezione contro le scariche atmosferiche.

Accessibilità, sicurezza antincendio e manutenzione

Grazie allo sviluppo su un unico livello e a una progettazione conforme al D.M. 236/1989, l’edificio risulta completamente accessibile, garantendo la fruibilità anche a persone con ridotta capacità motoria. Dal punto di vista della sicurezza antincendio, la mensa non rientra tra le attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco; la cucina, alimentata in parte a induzione e in parte a gas metano, è comunque progettata nel pieno rispetto della normativa di prevenzione incendi applicabile.
Le scelte costruttive e materiche privilegiano durabilità, manutenibilità e affidabilità nel tempo, con particolare attenzione all’utilizzo di sistemi a secco e soluzioni impiantistiche facilmente gestibili nel ciclo di vita dell’edificio.

Progettazione esecutiva e approccio integrato

La progettazione esecutiva è sviluppata da ENGLOBE soc. cons. a r.l., con il coordinamento dell’Ing. Arch. Federico Paci e il contributo di un team multidisciplinare che comprende architettura, strutture, impianti e geologia. L’intervento rappresenta un caso concreto di progettazione integrata applicata all’edilizia scolastica, capace di tradurre requisiti normativi, obiettivi di sostenibilità e necessità funzionali in una soluzione tecnica solida, efficiente e replicabile.

Recap 2025 ENGLOBE: progettazione integrata, BIM e cantieri complessi
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Recap 2025: progettazione integrata, persone e crescita organizzativa

Un anno di transizione e responsabilità crescente

Il 2025 ha rappresentato per ENGLOBE un anno di consolidamento e, allo stesso tempo, di evoluzione strutturata. L’avvio di numerosi cantieri e la gestione di progetti complessi hanno richiesto un rafforzamento dei processi interni e una visione sempre più integrata della progettazione contemporanea.

L’attività dello studio ha attraversato ambiti diversi, dalla progettazione architettonica e strutturale alla Direzione lavori, dalla gestione della sicurezza all’utilizzo avanzato del BIM come strumento di coordinamento, controllo e qualità del progetto.

Progettazione integrata come metodo operativo

Nel corso dell’anno, ENGLOBE ha operato come sistema unitario, mettendo in relazione competenze multidisciplinari all’interno di processi coordinati. Riqualificazione del patrimonio esistente, nuovi edifici scolastici e strutture sanitarie sono stati affrontati con un approccio che integra progettazione, gestione tecnica e controllo delle fasi realizzative.

La progettazione integrata non è stata intesa come semplice somma di discipline, ma come metodo operativo capace di ridurre la complessità, migliorando il dialogo tra i soggetti coinvolti e aumentando l’affidabilità delle decisioni progettuali.

Le persone al centro dell’organizzazione

Il 2025 è stato anche l’anno delle persone. Nuovi ingressi, crescita professionale interna e rafforzamento delle procedure organizzative hanno contribuito a costruire un ambiente di lavoro più strutturato e consapevole.
L’attenzione alla qualità del lavoro, alle relazioni con le committenze e ai rapporti con partner e consulenti è diventata parte integrante della strategia aziendale.

Guardare avanti con metodo e visione

Questo recap racconta un percorso fatto di responsabilità, scelte complesse e capacità di apprendere dall’esperienza. Un anno che ha posto le basi per affrontare le nuove sfide della progettazione con maggiore maturità organizzativa e visione a lungo termine.

ENGLOBE continua a lavorare su un’idea chiara di futuro: ingegneria, architettura e persone come parti di un unico sistema.

ENGLOBE. Engineering the future.

EnglobeCenaAziendaleNatale2025
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Cena di Natale ENGLOBE 2025: una serata dedicata alle persone e al valore della collaborazione

Un momento di condivisione per ripercorrere un anno di crescita

Venerdì 5 dicembre si è svolta la tradizionale cena di Natale ENGLOBE, un appuntamento che ha riunito professionisti provenienti dalle sedi di Pesaro, Fano e Milano. L’incontro ha rappresentato un’occasione anche per riflettere sul percorso del 2025: un anno segnato da nuove commesse, ampliamento dei team disciplinari, miglioramento dei processi interni e consolidamento del modello di progettazione integrata.

Il valore delle persone nel percorso

Il tema della serata si è incentrato sulla domanda “Dove stiamo andando?  Ponendo il focus sulla consapevolezza del percorso. A questa domanda si è chiesto di rispondere ai rappresentanti di Englobe che sono intervenuti con le loro riflessioni.

 Le testimonianze hanno evidenziato la centralità della collaborazione delle persone, dove la diversità e la multidisciplinarietà sono risorse di inestimabile valore, che assicurano a tutti un futuro di crescita.

Verso il 2026: progettazione, innovazione e continuità operativa

La cena di Natale, oltre che un momento di divertimento e convivialità, ha rappresentato anche l’occasione per condividere alcune delle direttrici strategiche del nuovo anno, con particolare attenzione alla digitalizzazione dei processi, al rafforzamento del BIM, allo sviluppo dell’ingegneria dei servizi, alla formazione interna e all’evoluzione del modello organizzativo.

Report Guamari 2025 Englobe e Studio Paci
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Presentazione del Report Guamari 2025: Studio Paci e Englobe tra le realtà incluse nella nuova edizione

L’evento al Politecnico di Milano

Si svolge oggi, 11 dicembre 2025, presso l’Aula Osvaldo De Donato del Politecnico di Milano, la presentazione ufficiale del Report 2025 on the Italian Architecture, Engineering and Construction Industry, l’analisi annuale curata da Guamari che monitora l’andamento economico e organizzativo delle principali realtà italiane del settore.

Il Report rappresenta una delle fonti più autorevoli per comprendere la struttura e l’evoluzione delle società di architettura, ingegneria, project management e costruzioni, con un focus sui modelli societari e sulle dinamiche competitive.

Studio Paci confermata tra le società selezionate

Anche quest’anno Studio Paci, consorziata di Englobe Soc. Cons. a r.l., è inserita all’interno della classifica dedicata alle società di architettura. La conferma nel Report 2025 riconosce la solidità economica, la specializzazione tecnica e la continuità di crescita dello studio, attivo in interventi di progettazione integrata, riqualificazione, restauro e opere pubbliche a complessità elevata.

La presenza nel Report consolida, inoltre, la visibilità dello studio nel panorama nazionale, evidenziandone la capacità di integrare competenze architettoniche, strutturali e impiantistiche in un modello operativo multidisciplinare.

Report Guamari 2025 Englobe e Studio Paci

Englobe tra i maggiori consorzi di progettazione

Il Report Guamari 2025 include Englobe tra i principali consorzi italiani attivi nel settore della progettazione. Si tratta di un riconoscimento significativo per la nostra realtà che rappresenta un modello organizzativo avanzato che accoglie tutte le diverse competenze e discipline che lavorano insieme per gestire la complessità efficacemente.

L’inserimento nel Report sottolinea il ruolo dei consorzi di progettazione come infrastrutture tecnico-organizzative sempre più rilevanti nel sistema AEC italiano, soprattutto in relazione ai grandi interventi pubblici e ai processi di gara multilivello.

Un punto di osservazione privilegiato sul settore AEC

La presentazione odierna offre un quadro aggiornato delle tendenze che stanno ridefinendo il settore: digitalizzazione dei processi, crescita dei modelli aggregativi, incremento dei servizi ad alto valore tecnico, e una maggiore integrazione tra progettazione, management e tecnologie BIM.

Per Studi e Consorzi come Studio Paci ed Englobe, il Report costituisce un riferimento strategico per confrontarsi con il mercato e orientare le prossime linee di sviluppo.

ENGLOBE al Forum Imprenditoriale Italia–Arabia Saudita 2025: infrastrutture, edilizia e sviluppo sostenibile
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ENGLOBE al Forum Imprenditoriale Italia–Arabia Saudita 2025: infrastrutture, edilizia e sviluppo sostenibile

Un dialogo strategico tra Italia e Arabia Saudita

Il Forum Imprenditoriale Italia–Arabia Saudita, organizzato da ICE – Agenzia per la Promozione all’Estero e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane, ha riunito a Riad oltre 900 aziende dei settori infrastrutture, edilizia, automotive, trasporti sostenibili e arredo. L’iniziativa, guidata dal Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, rappresenta uno dei più importanti appuntamenti istituzionali dedicati allo sviluppo di partnership industriali collegate alla Saudi Vision 2030 e ai programmi di trasformazione urbana e territoriale del Paese.

L’interscambio commerciale tra Italia e Arabia Saudita registra una crescita del 67% nel periodo 2020–2024, con un incremento delle esportazioni italiane pari al +27,8% nel solo 2024. In questo contesto, il Forum consolida la collaborazione nei settori strategici della transizione sostenibile, della digitalizzazione e delle infrastrutture integrate.

ENGLOBE al Forum Imprenditoriale Italia–Arabia Saudita 2025: infrastrutture, edilizia e sviluppo sostenibile

La presenza di ENGLOBE: infrastrutture, edilizia e progettazione integrata

ENGLOBE ha partecipato al Forum come realtà italiana attiva nella progettazione integrata, presentando competenze nei settori infrastrutturali, nell’edilizia pubblica e nella progettazione tecnica multidisciplinare. L’evento ha rappresentato un’occasione di confronto con operatori sauditi interessati a soluzioni avanzate per progettazione architettonica, strutturale e impiantistica, con particolare attenzione alla sostenibilità e all’efficientamento energetico.

In un contesto caratterizzato da investimenti rilevanti — come quelli collegati all’India–Middle East–Europe Economic Corridor (IMEC) e ai programmi di Expo Riyadh 2030 — ENGLOBE si conferma un interlocutore tecnico affidabile, capace di integrare competenze differenti e un approccio orientato alla qualità del processo progettuale.

Crescita internazionale: un percorso strutturato e in espansione

La partecipazione al Forum di Riad rappresenta una tappa di un percorso di crescita internazionale già avviato da ENGLOBE negli ultimi anni. L’incremento della presenza sui mercati esteri è sostenuto da una strategia fondata su tre elementi chiave: consolidamento delle competenze, sviluppo di partnership strutturate e posizionamento all’interno delle principali piattaforme di procurement multilaterale.

ENGLOBE sta consolidando la propria presenza estera partecipando con continuità a manifestazioni di interesse e gare d’appalto internazionali. Le prime direttrici di sviluppo riguardano il mercato turco e quello armeno, con prospettive di espansione verso Paesi impegnati in programmi di ricostruzione e crescita infrastrutturale. Un risultato significativo di questo percorso è il secondo posto ottenuto in una gara internazionale finanziata dall’Unione Europea per il progetto del Gyumri Market and Culinary School, che conferma la solidità del metodo e la competitività del modello operativo ENGLOBE. L’integrazione di strumenti digitali avanzati, modelli BIM multidisciplinari e sistemi strutturati di gestione della commessa garantisce continuità operativa e standard qualitativi elevati anche in contesti internazionali complessi.

Un passo avanti per le relazioni industriali Italia–Arabia Saudita

Il nuovo accordo tra l’Ambasciata d’Italia a Riad e la Expo 2030 Riyadh Company amplia ulteriormente le opportunità per le imprese italiane nei grandi cantieri di trasformazione urbana e infrastrutturale. La presenza attiva di ENGLOBE al Forum conferma la volontà di contribuire a programmi di sviluppo ad alta rilevanza tecnica, portando competenze solide in ambito architettonico, strutturale e impiantistico.