Polo museale di Vitruvio e della Romanità a Fano: avviata la riqualificazione dell’ex Filanda Bosone
Qual è l’obiettivo del progetto del Polo museale di Vitruvio e della Romanità?
L’obiettivo del progetto è la realizzazione di un Museo della Romanità capace di integrare patrimonio archeologico, architettura industriale storica e città contemporanea.
È ufficialmente avviata la commessa per la realizzazione del Polo museale di Vitruvio e della Romanità a Fano, che prevede la riqualificazione funzionale dell’ex Filanda Bosone, a seguito dell’aggiudicazione della gara europea. L’incarico comprende la progettazione di fattibilità tecnico-economica, la relazione geologica, le indagini specialistiche, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, la Direzione Lavori e la direzione operativa.
Come si inserisce l’intervento nel contesto archeologico e urbano di Fano?
L’intervento si fonda su un approfondito quadro conoscitivo del rapporto tra edifici esistenti e sistema urbano-archeologico.
A seguito del sopralluogo ricognitivo iniziale, sono state avviate le analisi preliminari sugli edifici esistenti e sulla loro relazione con il contesto archeologico, urbano e storico. Le attività progettuali si collocano in una fase di particolare rilevanza per la città, anche alla luce della recente scoperta, sotto Piazza Andrea Costa, della Basilica di Vitruvio, che ha consentito una lettura più accurata dell’assetto e della struttura del Foro romano.
Qual è il valore archeologico degli edifici della ex Filanda Bosone?
I due capannoni industriali ottocenteschi conservano elementi riconducibili a strutture pubbliche della Fano romana.
Il nuovo quadro interpretativo consente oggi di leggere con maggiore chiarezza i resti presenti all’interno degli edifici destinati a museo, identificabili come il criptoportico del Tempio di Giove e il teatro. Tali emergenze non rappresentano episodi isolati, ma parti integrate di un sistema urbano romano unitario e complesso, che trova nel Polo museale un punto di sintesi e valorizzazione.
In che modo il Museo della Romanità restituisce la continuità storica della città?
Il progetto mira a rendere leggibili le stratificazioni storiche tra città romana, fase industriale e assetto contemporaneo.
In qualità di futuro Museo della Romanità, l’ex Filanda Bosone avrà il compito di raccontare la Fano romana attraverso una visione ampia e integrata, comprendente la Basilica vitruviana e il suo rapporto con il foro, il teatro e gli altri edifici pubblici. Uno degli obiettivi centrali è la restituzione della continuità storica urbana, mostrando come la città romana si sia sovrapposta a quella industriale dell’Ottocento e, successivamente, alla città contemporanea.
Quale ruolo hanno le tecnologie digitali nel percorso museale?
Le tecnologie multimediali supportano un’esperienza espositiva accessibile, senza sostituire la fruizione diretta dell’archeologia.
Il progetto prevede l’integrazione di soluzioni digitali e multimediali a supporto di un percorso espositivo inclusivo e universale, in grado di coinvolgere pubblici diversi. Il racconto digitale si affianca costantemente all’esperienza diretta degli scavi archeologici reali, presenti e visibili all’interno dell’area museale, mantenendo un saldo legame con la dimensione materiale e scientifica della storia.
Quali sono i principi guida dell’intervento?
Rigore scientifico, controllo tecnico e rispetto del contesto archeologico costituiscono i pilastri dell’intervento.
Il progetto del Polo museale di Vitruvio e della Romanità si configura come un’operazione ad alta complessità, finalizzata a restituire alla città di Fano un luogo in cui la storia millenaria torna a essere comprensibile, condivisa e vissuta, nel rispetto delle stratificazioni e del valore identitario del patrimonio archeologico e architettonico.