ENGLOBE al convegno “Restauro strutturale degli edifici monumentali”
Il 2 luglio 2026 Napoli ha ospitato, nella sede di ACEN – Associazione Costruttori Edili di Napoli in Riviera di Chiaia, il convegno “Restauro strutturale degli edifici monumentali”, promosso da OICE e ACEN.
L’iniziativa ha riunito progettisti, rappresentanti delle Soprintendenze, imprese e istituzioni per discutere le strategie di intervento sul patrimonio storico italiano, un tema che intreccia sicurezza strutturale, tutela dei beni culturali e sostenibilità degli interventi di consolidamento.
Il programma ha attraversato l’intera giornata con due sessioni tecniche dedicate a “Sicurezza e tutela del patrimonio storico”, precedute da saluti istituzionali che hanno visto la partecipazione, tra gli altri, del Sindaco della Città Metropolitana di Napoli Gaetano Manfredi e del Capo Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, Luigi La Rocca.
Tra i casi presentati nella prima sessione, l’intervento dell’Ing. Pietro Paci ha portato all’attenzione dei presenti il restauro di Palazzo Perticari a Pesaro, condotto tra il 2014 e il 2019 su incarico della proprietà privata, con la partecipazione di ENGLOBE soc. cons. a r.l. attraverso la consorziata Studio Paci S.r.l.
Un edificio storico tra degrado e stratificazioni costruttive
Palazzo Perticari-Signoretti, situato nel centro storico di Pesaro, rappresenta un caso emblematico di edificio storico stratificato, in cui il restauro strutturale ha richiesto una lettura integrata tra materia, sistema costruttivo e nuova destinazione d’uso.
All’avvio dei lavori, il palazzo presentava un quadro di degrado diffuso, conseguenza di secoli di trasformazioni e di un lungo periodo di abbandono.
Le principali criticità riscontrate riguardavano:
- discontinuità nelle murature portanti;
- solai in più punti puntellati;
- eccessivo carico permanente sugli orizzontamenti;
- coperture lignee deteriorate;
- carenze nei collegamenti strutturali;
- vulnerabilità localizzate legate a tamponamenti, nicchie e canne fumarie ricavate nel corso del tempo.
Di fronte a un simile quadro, l’intervento non è stato impostato come semplice opera di consolidamento, ma come processo che tiene insieme conoscenza del manufatto, conservazione della materia storica e riuso funzionale.
L’obiettivo dichiarato era restituire il palazzo alla città trasformandolo in spazi destinati a esposizioni e biblioteca, in linea con la sua storica vocazione di luogo di cultura.
Le tecniche di consolidamento adottate
Il progetto ha combinato tecniche diverse, calibrate sulle specifiche criticità individuate in fase diagnostica, secondo un principio di minimo intervento e compatibilità con la fabbrica storica.
Gli interventi principali hanno riguardato:
- sottofondazioni in cemento armato per il consolidamento delle fondazioni esistenti;
- interventi di scuci-cuci sulle murature portanti per ricostituirne la continuità;
- rinforzi in CRM, Composito a matrice inorganica, con fibra di vetro;
- telai in acciaio a integrazione delle arcate strutturali;
- solai misti acciaio-lamiera collaborante, per alleggerire e irrigidire gli orizzontamenti;
- consolidamento delle volte con fibra di vetro o acciaio UHTSS;
- cordolo sommitale in acciaio zincato per il collegamento delle strutture murarie in copertura.
L’insieme di questi interventi ha permesso di intervenire sulla vulnerabilità sismica dell’edificio senza alterarne l’impianto architettonico né la lettura storica delle sue stratificazioni.
La verifica sismica e i risultati raggiunti
La valutazione della sicurezza strutturale è stata condotta attraverso un’analisi pushover, confermando l’efficacia del miglioramento sismico diffuso realizzato sul complesso.
La verifica ha restituito una resistenza sismica pari al 74,7% rispetto alla domanda massima prevista dal D.M. 14/01/2008.
Il dato si colloca al di sopra della soglia del 65%, assunta come riferimento minimo per la valutazione di adeguatezza sismica degli edifici storici, confermando l’efficacia dell’insieme degli interventi realizzati.
Secondo il team tecnico ENGLOBE, il risultato dimostra come il consolidamento di un edificio monumentale possa raggiungere prestazioni strutturali significative senza ricorrere a soluzioni invasive o incompatibili con il comportamento originario della fabbrica storica.
Un confronto tecnico sulla tutela del patrimonio monumentale
Il convegno napoletano ha ribadito quanto la sicurezza strutturale, negli interventi su edifici vincolati, non possa essere trattata come disciplina autonoma, ma debba inserirsi in un processo integrato.
Negli edifici monumentali, il progetto deve coordinare:
- diagnostica e conoscenza del bene;
- progettazione architettonica e strutturale;
- dialogo continuo con la Soprintendenza;
- compatibilità dei materiali impiegati;
- attenzione al riuso funzionale degli spazi;
- controllo delle interferenze tra consolidamento, impianti e apparati decorativi.
Il caso di Palazzo Perticari, presentato accanto ad altri interventi su beni monumentali napoletani e nazionali — dalla Chiesa di San Francesco a Mirandola al Castel dell’Ovo, dall’Anfiteatro Romano di Ancona al sito archeologico di Pompei — ha offerto un termine di confronto su come restauro conservativo e miglioramento sismico possano procedere insieme, restituendo agli edifici storici un ruolo attivo nel tessuto urbano contemporaneo.
Chi ha frequentato Palazzo Perticari nell’Ottocento?
Nei primi decenni del XIX secolo il palazzo fu dimora di Giulio Perticari e della moglie Costanza Monti, figlia del poeta Vincenzo Monti. La coppia ne fece il fulcro della vita culturale pesarese, ospitando personaggi come Gioachino Rossini, che nel 1818 partecipò all’inaugurazione del Teatro Novo di Pesaro voluto dallo stesso Perticari.
Chi ha organizzato il convegno di Napoli e a chi era rivolto?
Il convegno “Restauro strutturale degli edifici monumentali” è stato organizzato da OICE e da ACEN – Associazione Costruttori Edili di Napoli, e si è svolto il 2 luglio 2026 presso la sede ACEN in Riviera di Chiaia. Era rivolto a progettisti, imprese, rappresentanti delle Soprintendenze, istituzioni e professionisti impegnati nel restauro e nel consolidamento del patrimonio storico.


