Palazzo Arcivescovile
Restauro e miglioramento sismico del Palazzo Arcivescovile di Camerino: conservazione filologica, adeguamento strutturale e riqualificazione energetica.
Il Palazzo Arcivescovile di Camerino come organismo storico stratificato
Il restauro del Palazzo Arcivescovile di Camerino richiede una lettura unitaria dell’organismo edilizio, non una somma di interventi separati. Affacciato su Piazza Cavour e tangente alle antiche mura urbiche, il palazzo rappresenta uno degli aggregati architettonici più complessi del centro storico di Camerino. La sua configurazione attuale deriva da una lunga sedimentazione costruttiva, in cui convivono strutture medievali, rielaborazioni rinascimentali e trasformazioni ottocentesche.
L’intervento sviluppato da ENGLOBE si colloca nel quadro della ricostruzione post-sisma del Centro Italia, disciplinata dal D.L. 189/2016 e dalle relative Ordinanze Commissariali. Il tema tecnico principale è la restituzione dell’agibilità e dell’operatività di un edificio vincolato, nel rispetto del D.Lgs. 42/2004, senza compromettere il valore documentale delle sue stratificazioni.
Secondo il team tecnico di ENGLOBE, il Palazzo Arcivescovile non è stato trattato come un semplice contenitore da consolidare, ma come un sistema storico complesso, nel quale struttura, materia, distribuzione interna e funzioni devono essere governate attraverso un’unica regia progettuale.
Restauro architettonico e conservazione della materia storica
La materia storica diventa il primo parametro del progetto. Le facciate in arenaria, laterizio e pietra calcarea sono state oggetto di interventi compatibili con le caratteristiche originarie, finalizzati al recupero della leggibilità delle superfici senza introdurre alterazioni formali o materiche incongrue.
Il progetto distingue con precisione tra elementi da conservare, superfetazioni da rimuovere e componenti da integrare. La distribuzione interna viene preservata nella sua impostazione generale, mantenendo le relazioni spaziali tra ambienti ecclesiastici, museali, residenziali e amministrativi.
Miglioramento sismico compatibile con il vincolo monumentale
Il miglioramento sismico è stato impostato come intervento compatibile, selettivo e coordinato con la conservazione architettonica. In conformità alle NTC 2018 – D.M. 17 gennaio 2018 e alla Circolare n. 7/2019, il progetto interviene sulle vulnerabilità dell’aggregato attraverso il consolidamento delle murature, il rinforzo degli elementi più fragili e il miglioramento delle connessioni tra i diversi corpi di fabbrica.
L’obiettivo non è cancellare la complessità storica dell’edificio, ma aumentare la sicurezza strutturale mantenendo reversibilità, compatibilità materica e riconoscibilità dell’impianto originario.
Efficientamento energetico reversibile su involucro storico vincolato
La prestazione energetica viene migliorata dall’interno, senza intervenire sulle superfici esterne storiche. La soluzione prevede contropareti isolate a secco con pannelli STIFERITE, capaci di incrementare il comfort termo-igrometrico degli ambienti e ridurre i consumi energetici, mantenendo reversibilità e compatibilità con il vincolo.
Questa strategia consente di conciliare tutela monumentale e aggiornamento prestazionale, evitando interventi invasivi sull’involucro esterno.
Restauro integrato come metodo di progetto per edifici storici complessi
Il valore del progetto risiede nella capacità di far convergere conservazione, sicurezza ed efficienza in un’unica strategia tecnica. Come analizzato dagli ingegneri ENGLOBE, il recupero del Palazzo Arcivescovile dimostra che gli edifici storici danneggiati dal sisma possono essere restituiti alla città solo attraverso un processo multidisciplinare, fondato su conoscenza, coordinamento e compatibilità degli interventi.
Il risultato non è soltanto il recupero fisico di un edificio monumentale, ma la riattivazione di un presidio culturale e civico nel cuore di Camerino: un’architettura restituita alla propria funzione pubblica, alla propria memoria costruttiva e alla continuità della vita urbana.
Perché il Palazzo Arcivescovile di Camerino può essere definito un'"architettura sopra altre architetture"?
Il Palazzo Arcivescovile sorge sopra un tratto delle antiche mura urbiche e su edifici medievali preesistenti, ancora leggibili nel seminterrato. La sua origine risale al 1571, quando il vescovo Berardo Bongiovanni avviò i lavori permutando il precedente palazzo vescovile con due edifici sulla piazza: il Palazzo del Bargello e il Palazzo dei Priori. Ogni strato racconta una stagione diversa della città, facendo del palazzo non un semplice edificio storico, ma un frammento costruito della memoria collettiva di Camerino.
Quale tesoro culturale custodisce oggi il Palazzo Arcivescovile?
Il palazzo ospita la residenza del Vescovo, gli uffici della Curia, l'Archivio diocesano e il Museo Diocesano "Giacomo Boccanera", le cui collezioni comprendono dipinti, sculture, oreficerie e arredi sacri provenienti dalle chiese della diocesi. Dopo il sisma del 2016, il museo ha riaperto con un nuovo allestimento che include opere di Giovan Battista Tiepolo, il Baciccio e Valentin de Boulogne, restituendo al centro storico uno dei suoi principali presidi culturali.
LUOGO
Camerino (MC)
COMMITTENTE
Arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche
PERIODO LAVORI
2021 / in corso
ATTIVITÀ
Progettazione definitiva
Progettazione esecutiva
TIPOLOGIA
Allestimento
Restauro Beni Culturali Vincolati
Risanamento conservativo
DESTINAZIONE D'USO
Culturale
Edifici di Culto
Museale
Polifunzionale
Residenziale
IMPORTO LAVORI
€ 17.900.000,00
GRUPPO DI LAVORO
Englobe
Ing. Carlo Morosi
Ing. Tommaso Ortolani