Premi In/Architettura 2026 Marche e Umbria: i vincitori

Che cosa è successo a Fermo il 23 ottobre 2026?

Fermo ha ospitato la cerimonia regionale dei Premi In/Architettura 2026, il riconoscimento promosso dall’Istituto Nazionale di Architettura (In/Arch) con ANCE e Archilovers per le migliori architetture realizzate nelle Marche e in Umbria.

Il luogo non era casuale. L’Auditorium Sandro Pertini occupa l’ex mercato coperto della città, un edificio che ha cambiato funzione senza perdere il suo carattere: la cornice giusta per un premio che guarda proprio a come si costruisce e si trasforma. Sul tavolo della giuria sono arrivate 79 opere, 56 marchigiane e 23 umbre. Quelle premiate si giocheranno ora la fase nazionale, in programma a Venezia a metà novembre.

Che cosa sono i Premi In/Architettura e perché premiano tutta la filiera?

I Premi In/Architettura nascono nel 1961 dall’alleanza tra In/Arch e ANCE e premiano solo opere costruite: ogni riconoscimento va insieme al committente, al progettista e all’impresa.

È questa la loro particolarità. Michele Schiavoni, presidente di In/Arch Marche, ha ricordato che l’Istituto fu fondato da Bruno Zevi ed è riconosciuto e finanziato dai ministeri della Cultura e dei Lavori pubblici. Quella di Fermo è la sesta edizione della formula attuale, con una selezione regionale che apre la strada a quella nazionale. Da tre edizioni la sezione marchigiana porta avanti il premio anche per l’Umbria, rimasta senza una propria struttura territoriale.

La vicepresidente Simona Cerolini ha spiegato il senso della scelta in modo semplice: un edificio è il risultato del lavoro di molte mani, dalle imprese agli artigiani ai professionisti, e il premio deve riconoscerle tutte. Perché, ha detto, «si arriva a un prodotto di qualità soltanto quando tutta la filiera è di qualità». L’iniziativa era stata presentata nei giorni precedenti a Palazzo dei Priori, con l’assessore all’Ambiente e al Decoro urbano Giampiero Gallucci.

Chi è intervenuto e chi componeva la giuria?

Dopo l’apertura di Carlo Resparambia, presidente di ANCE Marche, e i saluti istituzionali, il cuore del pomeriggio è stata la lectio magistralis di Benedetta Tagliabue, presidente della giuria, collegata in video dal suo studio di Barcellona.

Il programma prevedeva gli interventi di Lara Millevolte, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Fermo, di Rossella Di Simone, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Fermo, del sindaco Alberto Maria Scarfini e del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli. Di Simone ha chiesto di non fermarsi alla consegna dei premi e di usare l’occasione per ragionare sul ruolo dell’architetto oggi e domani, e sulla sua responsabilità etica e professionale. La presidente nazionale di In/Arch, Barbara Beltrame Giacomello, ha descritto il premio come un modo per seguire nel tempo l’evoluzione dell’architettura italiana.

Tagliabue, direttrice e fondatrice di EMBT Architects, ha parlato di “L’architettura nell’era dell’intelligenza artificiale”. Lo studio, fondato con Enric Miralles, ha firmato tra le altre opere il Mercato di Santa Caterina a Barcellona e il Parlamento scozzese a Edimburgo. Con lei in giuria sedevano:

  • Michele Schiavoni, presidente di In/Arch Marche
  • Carlo Resparambia, presidente di ANCE Marche
  • Andrea Margaritelli, past president di In/Arch nazionale e rappresentante di Listone Giordano
  • Dario Nanni
  • Gianluigi Mondaini, Università Politecnica delle Marche
  • Michela Francioni, dirigente del III Settore Servizi Tecnici del Comune di Porto San Giorgio
  • Elisabetta Parisi Presicce, direttivo In/Arch Marche
  • Giuliana Salmaso, architetto

Le conclusioni sono toccate a Schiavoni.

Quali opere hanno vinto nella categoria nuova costruzione?

Nelle Marche hanno vinto la Scuola per l’infanzia a Sforzacosta, The Rising Stones a Castelplanio e il Waterfront e piazza sul mare di Fano; in Umbria l’Agriturismo Alma ad Assisi e l’Ampliamento del Cimitero di Valfabbrica.

Tre progetti molto diversi tra loro, nelle Marche, ma con un’idea comune: costruire relazioni prima ancora che volumi. A Sforzacosta la giuria ha premiato una scuola in cui luce naturale e verde legano dentro e fuori, tenuta insieme da una copertura unica. A Castelplanio The Rising Stones prende i filari, l’andamento del terreno e la memoria del luogo e li traduce in architettura contemporanea, senza imitare e riusando ciò che c’era. A Fano un fronte mare spezzettato diventa uno spazio pubblico continuo, dove infrastrutture, paesaggio e mobilità lenta tornano a parlarsi.

  • Scuola per l’infanzia a Sforzacosta (Marche). Committente ABF Andrea Bocelli Foundation, progetto BDR bureau, impresa Subissati S.r.l.
  • The Rising Stones, Castelplanio (Marche). Committente Società Agricola Capriotti, progetto GAME (Gabriele Marinelli Architetto), impresa EdilCres di Claudio Moronci.
  • Waterfront e piazza sul mare, Fano (Marche). Committente Comune di Fano, progetto SUPERSPATIAL architettura, impresa Rockolors S.r.l.
  • Agriturismo Alma, architettura di posizione, Assisi (Umbria). Committente Melrose Società Agricola S.r.l., progetto arch. Alessandro Buffi e arch. Matteo Sannipoli, impresa Edilizia Ceccarelli S.r.l.
  • Ampliamento del Cimitero di Valfabbrica (Umbria). Committente Comune di Valfabbrica, progetto arch. Andrea Dragoni, imprese Baldoni Amerigo S.r.l. ed Edilizia F.lli Antoniacci S.n.c.

In Umbria l’Agriturismo Alma è stato scelto per come entra, con discrezione e carattere, in un paesaggio di grande valore storico. A Valfabbrica Dragoni lavora sulle forme monumentali e sul loro significato simbolico, asciugando il linguaggio dell’antico fino all’essenziale.

Quali interventi sul patrimonio esistente sono stati premiati?

Per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente hanno vinto, nelle Marche, Il Bosco di Pietra e la Soglia della Sibilla, la Casa delle Farfalle e l’Ecomuseo del Trabocco; in Umbria “Spello. Infiorate di pietra”, Casa AR e la Torre del Capitano del Popolo di Assisi.

È la sezione che parla più direttamente a chi lavora su centri storici, beni tutelati e territori colpiti dal sisma. A Montemonaco bastano pochi gesti e materiali della tradizione per dare a un luogo una forza evocativa sorprendente. A Cessapalombo la ricostruzione diventa occasione per rigenerare, mettendo sullo stesso piano sicurezza, sostenibilità e qualità architettonica nel paesaggio dei Sibillini. A Montecarotto un oggetto archeologico torna a vivere grazie a soluzioni misurate nelle forme e nei materiali.

  • Il Bosco di Pietra e la Soglia della Sibilla, Montemonaco (Marche). Committente Comune di Montemonaco, progetto arch. Monia Germani e ing. Quintilio Siquini, imprese DAPAM S.r.l. e Cuadra Euroinfissi S.n.c.
  • Casa delle Farfalle, Cessapalombo (Marche). Committente Comune di Cessapalombo, progetto C10, impresa G.L.C. Appalti S.r.l.
  • Ecomuseo del Trabocco, Montecarotto (Marche). Committenti Comune di Montecarotto e Circolo Legambiente Verdeacqua, progetto ing. arch. Lorenzo Goffi, impresa Edil Rosorani S.r.l.
  • “Spello. Infiorate di pietra”, Spello (Umbria). Committente Comune di Spello, progetto Massimo Berzetta Architetto (Oikos, SAB, Sintagma), imprese Zambelli S.r.l. e BIES S.r.l.
  • Casa AR, Assisi (Umbria). Committenti Gigliola Petrini e Mario Romagnoli, progetto Alessandro Bulletti Architetti, impresa Edil Global S.r.l.
  • Riqualificazione della Torre del Capitano del Popolo di Assisi (Umbria). Committente Comune di Assisi, progetto arch. Bruno Mario Broccolo, impresa Danilo Scacaroni.

In Umbria spicca Spello, dove il rifacimento delle reti nel centro storico è stato l’occasione per recuperare le pavimentazioni antiche e riutilizzare la pietra, nascondendo con cura le infrastrutture. Casa AR ricuce un insieme frammentato in un organismo unico tra edificio, giardino e paesaggio. Ad Assisi la Torre del Capitano del Popolo si è riaperta al pubblico con un nuovo percorso interno, misurato e reversibile, che fa leggere la stratificazione del monumento. Reversibilità e leggibilità di ciò che il tempo ha depositato: sono questi i criteri che tornano in tutti i progetti premiati in contesti di pregio.

Chi ha vinto il Premio speciale Listone Giordano e il Premio Bruno Zevi?

Il Premio speciale Listone Giordano è andato a Interno Marche a Tolentino e a Casa AR ad Assisi; il Premio Bruno Zevi alla Collana Quodlibet Studio, Città e paesaggio, e a Edicola 518 di Perugia.

Il riconoscimento di Listone Giordano guarda alla qualità dei materiali. Interno Marche, committente Moschini S.p.A., progetto ORAstudio, impresa Alma di Mancini S.r.l., è stato premiato per un uso del legno curato fino al dettaglio, capace di dare identità agli spazi. Casa AR, per aver affrontato un edificio con importanti vincoli storico-culturali con sguardo contemporaneo e un omaggio ai maestri del design italiano.

Il Premio Bruno Zevi è dedicato a chi diffonde la cultura architettonica. Nelle Marche ha vinto la Collana Quodlibet Studio, Città e paesaggio, che da anni pubblica con rigore sia docenti affermati sia giovani ricercatori al primo libro. In Umbria Edicola 518, un chiosco abbandonato nel centro storico di Perugia diventato un punto di riferimento internazionale per l’editoria indipendente, dove di architettura si discute anche fuori dalle aule.

A chi è andato il Premio alla Carriera 2026?

Il Premio alla Carriera 2026 è andato a Vincenzo Acciarri per le Marche e a Teodolo Manganelli per l’Umbria.

In passato lo hanno ricevuto, tra gli altri, Danilo Guerri, Paolo Castelli e Innocenzo Prezzavento. Acciarri è una delle ultime figure marchigiane cresciute nel solco del Movimento Moderno, con Alvar Aalto come riferimento. Formato tra Firenze e Venezia, ha firmato opere dinamiche, diverse una dall’altra, ma sempre coerenti.

Manganelli, eugubino, è stato premiato a oltre novant’anni. Si è formato a Roma negli anni Cinquanta con maestri come Vincenzo Fasolo, Guglielmo De Angelis d’Ossat e Pier Luigi Nervi. Dagli anni Sessanta ha lavorato a Milano, a contatto con Paolo Tilche, i fratelli Castiglioni, i BBPR e Vico Magistretti. Da quegli anni è nato un razionalismo tutto suo, governato dal disegno, che per lui è sempre stato uno strumento per controllare il progetto in ogni passaggio, mai un esercizio di bravura.

Chi c'era in sala, oltre ai premiati?

Accanto ai vincitori, a Fermo si è ritrovata una comunità professionale che da anni lavora attorno a In/Arch e ai suoi premi.

Tra i presenti c’era l’Ing. Marco Montagna, Business Developer di ENGLOBE, alla guida di In/Arch Marche per dodici anni fino al 2025, insieme all’attuale presidente Michele Schiavoni e ad Andrea Margaritelli, past president nazionale di In/Arch e titolare di Listone Giordano. Con Benedetta Tagliabue il legame è anche professionale: EMBT Architects ed ENGLOBE hanno costruito insieme la proposta vincitrice per il mercato coperto dell’Aquila, un lavoro a quattro mani in cui le competenze dei due studi si sono integrate. Fermo lo ha ricordato per un pomeriggio: la buona architettura nasce da persone, istituzioni e imprese che continuano a cercarsi.

Perché i Premi In/Architettura premiano insieme committente, progettista e impresa?

Dal 1961 il premio considera l’opera costruita come frutto di un processo condiviso. La qualità nasce da committenza, progetto e cantiere insieme, per questo il riconoscimento va a tutti e tre.

Che cos’era il “Salpavi” raccontato da Teodolo Manganelli?

Salpavi, cioè SALame, PAne e VIno, era un ritrovo conviviale tra progettisti nella Milano degli anni Sessanta, dove Manganelli si è formato. Nel 2023 Gubbio, la sua città, gli ha dedicato una mostra con lo stesso nome.