Skopje guarda all'Italia: ENGLOBE al tavolo con Ministero della Cultura, Città e operatori locali per il futuro del patrimonio macedone
Il 16 giugno si è svolta a Skopje una giornata di incontri istituzionali che ha messo a confronto ENGLOBE con i principali soggetti pubblici e privati responsabili della tutela del patrimonio culturale della Macedonia del Nord. Gli incontri, organizzati con il supporto di Eva Netkovska per ICE Macedonia del Nord, hanno toccato tre interlocutori diversi per natura e competenze: il Ministero della Cultura, l’amministrazione comunale di Skopje e l’impresa locale Universal Balkan. Questi incontri sono riconducibili a un’unica questione di fondo: come strutturare una collaborazione stabile tra know-how italiano e un sistema di tutela macedone che, a fronte di un patrimonio storico e archeologico considerevole, sconta evidenti limiti operativi e gestionali.
Un patrimonio diffuso, una governance frammentata
La fotografia che emerge dagli incontri è quella di un settore organizzato su più livelli, non sempre coordinati tra loro. Il Centro Nazionale per la Conservazione, erede delle competenze dell’ex Istituto per la Protezione dei Monumenti della Jugoslavia, ha in carico la supervisione di oltre mille edifici storici, dai siti archeologici alle moschee, dagli hammam alle chiese. A questo si affianca l’Istituto Nazionale per la Protezione del Patrimonio Culturale, che svolge funzioni di coordinamento, controllo e ispezione su delega del governo, mentre le risorse economiche (circa due milioni di euro l’anno) sono gestite dal Ministero del Turismo e della Protezione del Patrimonio Culturale. Una struttura a più voci che, secondo quanto emerso nel corso dell’incontro, fatica a tradursi in una strategia unitaria di intervento, complicata ulteriormente dal fatto che molti immobili di rilievo storico restano sotto la competenza diretta del Ministero della Cultura, sottraendoli di fatto alla capacità decisionale dei singoli comuni.
Il Ministero della Cultura e l'ipotesi di un protocollo bilaterale
Nell’incontro con il Ministero, in cui, tra gli altri, erano presenti la direttrice del Museo Archeologico di Skopje Magdalena Manaskova e i rappresentanti del Centro Nazionale per la Conservazione e dell’Istituto Nazionale per la Protezione del Patrimonio Culturale, ENGLOBE ha presentato il proprio modello organizzativo di consorzio, orientato alla progettazione integrata: un assetto che consente di seguire un intervento dal restauro architettonico alla pianificazione urbana, riducendo il numero di interlocutori e, con essi, i rischi di dispersione di tempi e costi tipici degli appalti frammentati. Su questo impianto si è inserita la proposta delle “Roads” turistico-culturali, presentata non come progetto a sé ma come metodo: un approccio capace di mettere in relazione pianificazione urbana, restauro e allestimento museale all’interno di percorsi di valorizzazione territoriale.
Da parte macedone è arrivata una richiesta precisa: costruire un quadro di collaborazione formalizzato, sul modello del protocollo già siglato con l’agenzia governativa turca TIKA. L’ipotesi sul tavolo è la sottoscrizione di un Protocollo di Collaborazione Bilaterale tra ENGLOBE e il Ministero, eventualmente sotto il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia, che definisca da un lato le competenze messe a disposizione dal consorzio italiano e dall’altro le priorità di intervento del governo macedone.
Skopje 2028: un'amministrazione comunale in ritardo sui tempi
Il confronto con il Segretario Generale della Città di Skopje, Slavche Trpevski, e con Paulina Ribarska ha restituito un quadro più critico. L’amministrazione comunale ha riconosciuto un ritardo significativo nello sviluppo progettuale e nell’impiego delle risorse disponibili, affrontato solo nei mesi più recenti. Il nodo principale resta quello già emerso nel confronto ministeriale: la competenza diretta del Ministero della Cultura su gran parte degli edifici storici limita il margine di azione autonoma della città.
In questo contesto si inserisce la candidatura di Skopje a Capitale Europea della Cultura 2028. La fondazione istituita per coordinare gli interventi culturali legati all’evento esiste formalmente, ma è ancora priva degli organi direttivi necessari a renderla operativa. Un dato che segnala quanto il percorso verso il 2028 sia, a oggi, in una fase ancora preliminare. Tra le proposte discusse, l’amministrazione ha indicato un interesse specifico per l’edificio delle Poste, esempio di architettura brutalista degli anni Settanta che la città vorrebbe ottenere in gestione dal Ministero per destinarlo a hub turistico e centro informazioni. A livello urbano, Skopje punta inoltre a integrare il sistema del verde pubblico con quello fluviale, una visione che ha trovato un riferimento diretto nella logica delle “Roads” proposte da ENGLOBE. Il prosieguo del dialogo con la città è stato condizionato alla formalizzazione del protocollo con il Ministero, passaggio ritenuto necessario per chiarire competenze e responsabilità tra i due livelli istituzionali.
Universal Balkan: un partner industriale in cerca di competenze nel restauro
Diversa la natura dell’incontro con Universal Balkan, impresa familiare fondata nel 1993 e specializzata in interventi chiavi in mano, dalla progettazione all’esecuzione dei lavori. Con un organico di circa 28 professionisti nell’area progettuale, in crescita da settembre, in concomitanza con l’avvio del programma di riqualificazione delle strutture ospedaliere nazionali, la società ha consolidato negli anni competenze prevalenti nel settore ospedaliero e teatrale, ma è da tempo alla ricerca di un partner italiano per sviluppare un comparto restauro che, al momento, non rientra tra i propri punti di forza.
Il confronto si è chiuso sul tema della Fortezza di Skopje, su cui Universal Balkan ha già avviato una fase progettuale ma ha comunque manifestato interesse a un coinvolgimento di ENGLOBE. Il fondatore Vladimir Arsoski si è impegnato a interpellare direttamente il Ministro della Cultura per valutare le modalità di un possibile ingresso del consorzio italiano nell’iniziativa.
Le prossime mosse
Il quadro complessivo che emerge dalla missione è quello di un interesse concreto, da parte di istituzioni e operatori macedoni, verso un modello di progettazione integrata ancora poco diffuso sul mercato locale, dove la separazione tra progettazione ed esecuzione resta la norma anche per interventi di restauro complessi. La strada indicata da tutti gli interlocutori converge verso la formalizzazione di un protocollo con il Ministero della Cultura, passaggio che dovrebbe sciogliere il nodo delle competenze e permettere di estendere il dialogo, in una fase successiva, alla Città di Skopje e alla Fondazione “Skopje Capitale Europea della Cultura”.
Cos'è il progetto Skopje Capitale Europea della Cultura 2028?
È il programma che riconosce a Skopje il titolo di Capitale Europea della Cultura per il 2028. La fondazione dedicata alla gestione degli interventi è stata istituita ma, al momento dell'incontro del 16 giugno, risultava ancora priva degli organi direttivi necessari per diventare operativa, segnalando una fase ancora preliminare del percorso.
Cosa si intende per "progettazione integrata" nel restauro del patrimonio vincolato?
È un modello organizzativo in cui un unico soggetto coordina pianificazione urbana, progettazione architettonica, restauro e allestimento, riducendo il numero di interlocutori coinvolti e migliorando il controllo su tempi, costi e qualità dell'intervento rispetto agli appalti frammentati tra progettazione ed esecuzione.


