Progetto di restauro e miglioramento sismico del Duomo di Camerino dopo il sisma 2016. Englobe interviene su un edificio storico vincolato con tecniche avanzate e compatibili.

Cattedrale Santa Maria Annunziata

Cattedrale Santa Maria Annunziata

Restauro e Miglioramento Sismico del Duomo di Camerino

Una cattedrale che attraversa i secoli e si ricostruisce nel tempo

Il Duomo di Camerino è il risultato di una stratificazione storica che riflette terremoti, ricostruzioni e trasformazioni culturali.

L’attuale Cattedrale di Santa Maria Annunziata rappresenta la terza edificazione succedutasi nel tempo. Il primo impianto risale al VII secolo, come testimoniato dai reperti presenti nella cripta, mentre una seconda costruzione romanico-gotica, a tre navate, venne realizzata tra il XII e il XIII secolo e successivamente distrutta dal terremoto del 1799.

La ricostruzione avviata nel 1800 su progetto di Andrea Vici, allievo di Vanvitelli, segna il passaggio a un linguaggio neoclassico, espressione delle nuove istanze culturali dell’epoca. Dopo un articolato processo progettuale, nel 1804 viene scelta la soluzione definitiva, caratterizzata da un impianto longitudinale a navata centrale con cappelle laterali. I lavori iniziano nel 1806 e si concludono nel 1832, con la consacrazione ufficiale nel 1833.

L’edificio che oggi osserviamo è quindi il risultato di una vera e propria rifondazione ottocentesca, rimasta sostanzialmente invariata fino agli eventi sismici recenti.

Il sisma come acceleratore di fragilità nascoste

Il terremoto del 2016 non ha generato solo danni, ma ha reso leggibili le criticità strutturali latenti della fabbrica storica.

Le analisi condotte hanno evidenziato un quadro fessurativo diffuso, con danni significativi concentrati nei sistemi murari portanti, nei campanili e nelle strutture voltate. I cinematismi di ribaltamento attivati sulla facciata e sulle torri campanarie, insieme al degrado delle volte in camorcanna, hanno reso evidente la necessità di un intervento sistemico e non localizzato.

La natura eterogenea della costruzione, caratterizzata da murature in pietra, laterizio e tessiture miste, spesso prive di adeguate connessioni, ha contribuito ad amplificare la vulnerabilità complessiva dell’edificio.

Conoscere per intervenire: il ruolo strategico delle indagini

Secondo il team tecnico ENGLOBE, la fase conoscitiva rappresenta la vera infrastruttura del progetto.

Il percorso progettuale si è fondato su una campagna integrata di indagini documentali, rilievi avanzati e verifiche diagnostiche mirate, finalizzate a costruire un modello affidabile del comportamento strutturale. Le attività hanno incluso analisi storiche, rilievi diretti e indagini non invasive e micro-invasive, calibrate per acquisire informazioni sulle stratigrafie murarie, sulle tecniche costruttive e sullo stato di conservazione dei materiali.

L’approccio adottato ha evitato indagini invasive estese, privilegiando una lettura per campioni rappresentativi, in grado di restituire un quadro conoscitivo completo senza compromettere l’integrità del bene storico.

Tecnica e conservazione: un equilibrio progettuale

Il progetto integra sicurezza strutturale e conservazione, intervenendo sulla materia senza alterarne l’identità.

La strategia sviluppata da Englobe si basa su interventi compatibili e reversibili, capaci di migliorare il comportamento sismico dell’edificio mantenendo la coerenza con i materiali originari. Le operazioni di consolidamento delle murature, le tecniche di rinforzo con sistemi compositi e l’inserimento di elementi metallici collaboranti sono concepite come parte di un sistema unitario.

Parallelamente, il restauro degli apparati decorativi e la riqualificazione degli impianti contribuiscono a restituire funzionalità e qualità percettiva agli spazi, in un dialogo continuo tra prestazione tecnica e valore storico.

Oltre il restauro: la ricostruzione di un simbolo urbano

Il Duomo di Camerino non è solo un edificio, ma un dispositivo culturale che attiva la rigenerazione della città.

Con la sua posizione in Piazza Cavour e il suo ruolo centrale nel sistema urbano, la cattedrale rappresenta un riferimento identitario imprescindibile. L’intervento si configura quindi come un’operazione che supera la scala edilizia, contribuendo alla ricostruzione della memoria collettiva e alla riattivazione del tessuto sociale ed economico.

Secondo Englobe, questo progetto dimostra come il restauro possa diventare un atto contemporaneo, capace di connettere conoscenza, tecnologia e cultura.

LUOGO

Camerino (MC)

COMMITTENTE

Arcidiocesi di Camerino

PERIODO LAVORI
ATTIVITÀ

Coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione
Direzione lavori
Progettazione preliminare
Progetto definitivo
Progetto esecutivo

TIPOLOGIA

Restauro Beni Culturali Vincolati

DESTINAZIONE D'USO

Culturale
Edifici di Culto

IMPORTO LAVORI
GRUPPO DI LAVORO

Dott.ssa Elisa Saracino
Dott.ssa Maria Letizia Amadori
Englobe
Geol. Marco Caporaletti
Ing. Carlo Morosi
Ing. Tommaso Ortolani

Progetto di restauro e rifunzionalizzazione del Palazzo Cisterna di Biella

Palazzo Cisterna

Palazzo Cisterna

Restauro e rifunzionalizzazione di Palazzo Cisterna di Biella

Restauro, risanamento conservativo e rifunzionalizzazione funzionale

ENGLOBE ha curato il Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (PFTE) per il restauro e la rifunzionalizzazione di Palazzo Cisterna, edificio storico vincolato situato nel quartiere del Piazzo, nel centro storico di Biella.

L’intervento, promosso dalla Regione Piemonte, si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione del patrimonio pubblico, con l’obiettivo di restituire all’edificio una funzione contemporanea pienamente compatibile con il suo valore storico e architettonico.

Un nuovo hub per le Pubbliche Amministrazioni locali

Il progetto prevede la trasformazione di Palazzo Cisterna in un polo integrato di servizi per la Pubblica Amministrazione, capace di ospitare funzioni istituzionali, spazi di lavoro, ambienti aperti al pubblico e aree per attività formative e culturali.

La strategia progettuale coniuga tutela del bene culturale, modernizzazione funzionale e accessibilità, garantendo la fruizione pubblica dell’immobile e il suo reinserimento attivo nel tessuto urbano del Piazzo.

Approccio progettuale e strategia di intervento

L’edificio presenta una stratificazione storica complessa, sviluppatasi tra il XIII e il XVII secolo, con successive trasformazioni funzionali.

Il progetto è stato impostato secondo un approccio conservativo, orientato al mantenimento e alla valorizzazione delle preesistenze architettoniche, limitando le trasformazioni invasive e privilegiando soluzioni compatibili, reversibili e riconoscibili.

Le scelte progettuali sono state definite tenendo conto dei vincoli storico-artistici e paesaggistici ai sensi del D.Lgs. 42/2004, nonché delle prescrizioni della Soprintendenza.

Progetto architettonico e organizzazione funzionale

L’articolazione spaziale del Palazzo è stata riorganizzata attorno al cortile interno, fulcro distributivo dell’edificio.

Sono stati mantenuti e valorizzati i due ingressi storici da piazza Cisterna e piazza Cucco, garantendo pari dignità funzionale e piena accessibilità.

Il progetto prevede:

  • spazi di accoglienza e relazione con il pubblico al piano terra, inclusi reception e caffetteria in ambienti aulici affrescati;
  • ambienti dedicati allo smart working e agli uffici della Pubblica Amministrazione;
  • sale conferenze e ambienti di rappresentanza nei livelli storicamente più pregiati;
  • spazi espositivi temporanei e depositi al piano interrato;
  • aule polifunzionali e alloggi temporanei per studenti e docenti ai livelli superiori.

Particolare attenzione è stata riservata al superamento delle barriere architettoniche, con la previsione di un ascensore, oggetto di doppia soluzione progettuale (interno ed esterno), sviluppata in accordo con la Soprintendenza.

Miglioramento sismico e interventi strutturali

Il progetto strutturale è finalizzato al miglioramento sismico del fabbricato mediante interventi di riparazione locale e consolidamento, nel rispetto delle tecniche costruttive storiche.

Le soluzioni adottate privilegiano la ridotta invasività, la compatibilità dei materiali e il miglioramento del comportamento globale della struttura, intervenendo su murature e orizzontamenti lignei.

Impianti, sicurezza e prevenzione incendi

L’edificio è stato dotato di un sistema impiantistico integrato, progettato per garantire comfort, efficienza e sicurezza.

Pur non rientrando tra le attività soggette a SCIA antincendio, il progetto assume come riferimento il Codice di Prevenzione Incendi, con particolare attenzione agli edifici tutelati e aperti al pubblico.
Sono inoltre previsti sistemi di controllo accessi, videosorveglianza e gestione differenziata dei flussi, in relazione alla pluralità delle funzioni ospitate.

Restauro e valorizzazione degli apparati decorativi

Il progetto di restauro nasce da un’approfondita analisi stratigrafica delle superfici interne.

Gli interventi riguardano la conservazione delle decorazioni esistenti, il recupero di apparati pittorici storici, la mitigazione dei fenomeni di degrado legati all’umidità e la valorizzazione degli elementi architettonici di pregio, in costante coordinamento con la Direzione Lavori e la Soprintendenza.

LUOGO

Biella (BI)

COMMITTENTE

Regione Piemonte

PERIODO LAVORI
ATTIVITÀ

Coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione
Coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione
Direzione lavori
Progetto di Fattibilità Tecnico Economica
Progetto esecutivo

TIPOLOGIA

Restauro Beni Culturali Vincolati
Risanamento conservativo

DESTINAZIONE D'USO

Culturale
Esposizione
Istituzionale
Museale
Residenziale

IMPORTO LAVORI
GRUPPO DI LAVORO

Englobe
Geol. Manuela Pallozzi
Phigroup s.r.l.
Rest. Riccardo Moselli

Sotterranei della Chiesa di Sant’Anastasia al Palatino

Sotterranei Chiesa di Sant’Anastasia

Sotterranei Chiesa di Sant’Anastasia

Restauro e valorizzazione dei sotterranei della Chiesa di Sant’Anastasia al Palatino.

Nel cuore della Roma imperiale

Nel cuore del Palatino, il progetto di restauro dei sotterranei della Chiesa di Sant’Anastasia restituisce alla città un luogo di straordinaria memoria archeologica. L’intervento, promosso dal Parco Archeologico del Colosseo e finanziato dal programma Caput Mundi – Next Generation EU, ha previsto un complesso lavoro di restauro conservativo, adeguamento funzionale e valorizzazione degli ambienti ipogei, con l’obiettivo di rendere nuovamente fruibile uno dei siti più antichi e simbolici della Roma imperiale.

Intervento e metodologia

Le attività hanno interessato il consolidamento delle strutture in opus caementicium e laterizio, la pulitura e il recupero delle superfici storiche, il restauro dei pavimenti in opus spicatum e del basolato romano, oltre alla ricostruzione delle scale e dei percorsi di visita mediante passerelle e balaustre in acciaio corten, progettate per dialogare con la materia antica senza alterarne la percezione.

Approccio progettuale

L’approccio multidisciplinare adottato da ENGLOBE ha integrato competenze architettoniche, strutturali e impiantistiche, garantendo una piena compatibilità con la natura archeologica del sito e un equilibrio tra tutela, sicurezza e accessibilità. Il risultato è un percorso di visita che valorizza le stratificazioni storiche e restituisce al pubblico un frammento autentico della memoria di Roma.

LUOGO

Roma

COMMITTENTE

Parco archeologico del Colosseo

PERIODO LAVORI
ATTIVITÀ

Coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione
Direzione lavori
Progetto esecutivo

TIPOLOGIA

Restauro Beni Culturali Vincolati

DESTINAZIONE D'USO

Culturale
Edifici di Culto

IMPORTO LAVORI
GRUPPO DI LAVORO

Englobe
Geol. Alberto Antinori
Relevo s.r.l.

Ristrutturazione e ampliamento dell’ex deposito derrate alimentari

Ex deposito derrate alimentari

Ex deposito derrate alimentari

Ristrutturazione e ampliamento dell’ex deposito derrate alimentari ad Ancona per la creazione di residenze universitarie.

Ristrutturazione, ampliamento e rifunzionalizzazione per Residenze Universitarie

L’intervento riguarda la trasformazione dell’ex deposito derrate alimentari di Ancona, situato all’interno del Parco del Cardeto, in un nuovo complesso residenziale destinato a studenti universitari.
Il progetto, sviluppato da ENGLOBE per ERDIS Marche, rappresenta un esempio di riqualificazione sostenibile del patrimonio edilizio pubblico e di rigenerazione di un’area di valore storico e paesaggistico.

Intervento e strategie progettuali

L’edificio, testimonianza di archeologia industriale, è stato oggetto di un recupero integrato che ne preserva la struttura originaria e introduce un nuovo piano sopraelevato con linguaggio architettonico contemporaneo.

Le scelte progettuali mirano a un equilibrio tra innovazione tecnologica e continuità materica, attraverso l’impiego di materiali a basso impatto ambientale, soluzioni costruttive leggere e sistemi impiantistici ad alta efficienza energetica.

La modellazione BIM ha guidato la progettazione multidisciplinare, consentendo il controllo puntuale delle interferenze e la coerenza informativa tra le discipline.

Valore aggiunto e sostenibilità

Il nuovo complesso non si limita a rispondere alle esigenze abitative degli studenti, ma contribuisce alla riattivazione funzionale del Parco del Cardeto, restituendo alla città un edificio rigenerato e pienamente accessibile.

La valorizzazione dell’involucro storico, unita alla reinterpretazione dei volumi in chiave contemporanea, riflette l’approccio di ENGLOBE alla progettazione integrata: un metodo capace di coniugare memoria, sostenibilità e qualità dello spazio architettonico.

LUOGO

Ancona

COMMITTENTE

Università Politecnica delle Marche

PERIODO LAVORI
ATTIVITÀ

CSE
Direzione lavori
Progetto esecutivo

TIPOLOGIA

Restauro Beni Culturali Vincolati
Rigenerazione Urbana
Ristrutturazione

DESTINAZIONE D'USO

Istruzione
Residenziale

IMPORTO LAVORI
GRUPPO DI LAVORO

Englobe

Restauro e riqualificazione di Palazzo Vallemani ad Assisi ENGLOBE Progettazione Integrata

Palazzo Vallemani

Palazzo Vallemani

Restauro e Riqualificazione di Palazzo Vallemani

Un punto di riferimento nel cuore di Assisi

Il progetto di restauro e riqualificazione di Palazzo Vallemani ad Assisi rappresenta un intervento strategico per preservare e valorizzare uno degli edifici più significativi del patrimonio architettonico cittadino. Situato nel cuore del centro storico, a pochi passi dalla Basilica di San Francesco, il Palazzo è da sempre un simbolo di identità e cultura per la comunità locale.

Rigenerazione sostenuta dal PNRR

Grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l’intervento mira a restituire al Palazzo la piena funzionalità, integrandolo con nuove destinazioni d’uso e rafforzandone la vocazione culturale e sociale. Il progetto prevede:

  • il recupero degli spazi destinati alle associazioni culturali del territorio,

  • la riqualificazione delle aree esterne e dei percorsi urbani adiacenti,

  • il miglioramento dell’accessibilità attraverso nuovi sistemi di collegamento verticale.

Tra tutela storica e innovazione tecnologica

L’approccio progettuale coniuga il rispetto del valore storico-artistico dell’edificio con l’impiego di tecnologie innovative orientate alla sostenibilità, alla sicurezza e al comfort. Il restauro mira a recuperare gli elementi architettonici originari, garantendo spazi inclusivi, sicuri e accessibili a tutti.

Un nuovo centro di cultura e identità

Con questo intervento, Palazzo Vallemani si prepara a tornare protagonista della vita culturale di Assisi: un luogo dove memoria storica e design contemporaneo si incontrano, restituendo alla città uno spazio vivo di condivisione, educazione e bellezza.

LUOGO

Assisi (PG)

COMMITTENTE

Centrale Unica di Committenza Assisi - Bastia Umbra - Cannara

PERIODO LAVORI
ATTIVITÀ

Coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione
Coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione
Direzione lavori
Progetto definitivo
Progetto di Fattibilità Tecnico Economica
Progetto esecutivo

TIPOLOGIA

Restauro Beni Culturali Vincolati

DESTINAZIONE D'USO

Culturale
Polifunzionale

IMPORTO LAVORI
GRUPPO DI LAVORO

Arch. Maurizio Sabatino Pirocchi
Energi S.r.l.
Englobe
Geol. Alberto Antinori

Rocca Roveresca di Senigallia | Restauro e Risanamento Conservativo dei Fronti Storici

Rocca Roveresca

Rocca Roveresca

Restauro e Risanamento Conservativo dei Fronti Storici

La Rocca Roveresca di Senigallia, situata in Piazza del Duca nel cuore della città marchigiana, rappresenta uno dei più importanti monumenti storici delle Marche. Il progetto di risanamento conservativo e restauro dei fronti esterni del complesso monumentale ha avuto come obiettivo la conservazione, la sicurezza strutturale e la valorizzazione architettonica di un edificio simbolo della città.

Un monumento di valore storico e architettonico

Costruita tra il XIV e il XV secolo sui resti di una precedente torre romana, la Rocca Roveresca è un esempio straordinario di architettura militare rinascimentale.
Originariamente edificata come struttura difensiva dello Stato Pontificio, venne ampliata nel corso dei secoli dai Malatesta e dai Della Rovere, fino ad assumere l’attuale impianto quadrilatero con quattro torrioni circolari collegati da camminamenti di ronda e coronati da beccatelli in pietra d’Istria.

La Rocca è oggi gestita dalla Direzione Regionale Musei Marche, ed è uno dei luoghi più visitati del patrimonio architettonico regionale, grazie anche agli interventi di restauro che ne hanno garantito la conservazione e la fruibilità pubblica.

Interventi con approccio conservativo

Il progetto ha previsto interventi mirati di conservazione e restauro dei fronti esterni, con:

  • Recupero del paramento murario in laterizio,
  • Restauro e consolidamento degli elementi lapidei.

L’intervento è stato condotto secondo i principi della conservazione integrata, privilegiando la reversibilità e la compatibilità dei materiali.
Le lavorazioni si sono basate su una campagna di indagini diagnostiche realizzata in collaborazione con le Università di Camerino e Politecnica delle Marche, con rilievi laser scanner, analisi meccaniche e studi di vulnerabilità sismica.

Il cantiere è stato articolato in tre fasi operative, con interventi progressivi sui diversi lati della Rocca per garantire la sicurezza e la continuità delle attività museali.

Valorizzazione del patrimonio culturale

Il restauro della Rocca Roveresca di Senigallia è un modello di tutela e valorizzazione del patrimonio storico: un intervento che combina tradizione costruttiva e innovazione tecnologica.
Con il nostro intervento la Rocca tornerà ad essere un simbolo identitario per la città e per le Marche, luogo di visita, cultura e memoria collettiva, integrato nel sistema dei musei statali e delle reti di valorizzazione territoriale.

LUOGO

Senigallia (AN)

COMMITTENTE

Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

PERIODO LAVORI
ATTIVITÀ

Coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione
Coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione
Direzione lavori
Indagini
Progetto definitivo
Progetto esecutivo
Verifica della vulnerabilità e rischio sismico

TIPOLOGIA

Restauro Beni Culturali Vincolati
Risanamento conservativo

DESTINAZIONE D'USO

Culturale

IMPORTO LAVORI
GRUPPO DI LAVORO

Restauratrice Dott.ssa Elisa Saracino
Studio Paci Srl

Riqualificazione Ex Foro Boario e Piazza Papa Giovanni XXIII a Osimo | Restauro e Rigenerazione Urbana

Ex Foro Boario

Ex Foro Boario

Restauro, Accessibilità e Innovazione Urbana

Riqualificazione dell’Ex Foro Boario e di Piazza Papa Giovanni XXIII a Osimo

Il progetto di riqualificazione dell’Ex Foro Boario e di Piazza Papa Giovanni XXIII a Osimo rappresenta un intervento strategico di rigenerazione urbana volto a restituire vitalità a uno spazio di grande valore storico, architettonico e sociale.
Situato alle porte del centro storico di Osimo, il complesso porticato del Foro Boario, risalente al XIX secolo, è un esempio emblematico di architettura storica marchigiana, ad oggi oggetto di un intervento di restauro e valorizzazione in chiave contemporanea.

Un progetto integrato nel programma PINQuA del PNRR

L’iniziativa rientra nel Programma PINQuA – PNRR, dedicato alla qualità dell’abitare e alla sostenibilità urbana.
L’obiettivo principale è rigenerare l’Ex Foro Boario, restituendogli il ruolo di polo culturale e sociale per la comunità osimana, attraverso spazi multifunzionali destinati a eventi, mostre, conferenze e attività pubbliche.

Il progetto prevede:

  • Restauro conservativo delle strutture storiche;

  • Miglioramento sismico e adeguamento strutturale;

  • Efficienza energetica e tecnologie per la sostenibilità ambientale;

  • Accessibilità universale, grazie all’eliminazione delle barriere architettoniche.

Restauro architettonico e valorizzazione degli spazi storici

Il recupero del porticato del Foro Boario è stato concepito per preservare la memoria storica e al tempo stesso offrire nuove funzioni.
Le arcate storiche verranno chiuse con vetrate leggere, creando ambienti flessibili e protetti, ideali per eventi pubblici e conferenze.
Un nuovo ascensore panoramico collegherà il livello del Foro al centro storico di Osimo, migliorando la fruibilità e l’accesso per tutti i cittadini, in particolare persone con mobilità ridotta.

Piazza Papa Giovanni XXIII e il Parco: nuova vita agli spazi pubblici

L’intervento si estende alla piazza antistante e al parco adiacente, con la creazione di:

  • Aree pedonali e percorsi verdi;

  • Zone di sosta e spazi per attività ricreative;

  • Illuminazione intelligente e arredo urbano sostenibile.

Questi interventi mirano a migliorare la qualità urbana, aumentare la sicurezza, promuovere inclusione sociale e rendere Osimo un esempio concreto di Smart City nelle Marche.

Un modello di rigenerazione urbana tra storia e innovazione

Questo progetto rappresenta un modello di rigenerazione urbana integrata, in cui la valorizzazione del patrimonio storico dialoga con le esigenze della città contemporanea.

Attraverso restauro, accessibilità e sostenibilità, Osimo rinnova il proprio tessuto urbano, promuovendo coesione sociale, qualità della vita e identità territoriale, che rappresentano i principi centrali delle politiche europee e nazionali per la transizione ecologica e digitale delle città.

LUOGO

Osimo (AN)

COMMITTENTE

Comune di Osimo

PERIODO LAVORI
ATTIVITÀ

Coordinamento generale delle discipline specialistiche
Coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione
Coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione
Direzione lavori
Progetto definitivo
Progetto esecutivo

TIPOLOGIA

Restauro Beni Culturali Vincolati

DESTINAZIONE D'USO

Istituzionale
Polifunzionale

IMPORTO LAVORI
GRUPPO DI LAVORO

Arch. Maurizio Sabatino Pirocchi
Geol. Alberto Antinori
Novigos Tecno s.r.l.
Studio Paci Srl

Villa di Massenzio sull’Appia Antica | Restauro e Valorizzazione del Patrimonio Archeologico

Villa di Massenzio

Villa di Massenzio

Restauro conservativo, valorizzazione e percorsi per la fruizione

La Villa di Massenzio sull’Appia Antica: Restauro e Valorizzazione del Patrimonio Archeologico di Roma

La Villa di Massenzio è uno dei complessi archeologici più straordinari dell’antica Roma, situata tra il II e il III miglio dell’Appia Antica, la via consolare che univa Roma a Capua.
Costruita tra il 306 e il 309 d.C., la villa imperiale comprende tre edifici principali: il Palazzo Imperiale, il Mausoleo di Romolo e il Circo di Massenzio, realizzati per celebrare la figura dell’imperatore e affermarne il potere attraverso l’architettura monumentale.

Un complesso unico dell’epoca tardo-imperiale

La Villa di Massenzio si distingue per la sua unità architettonica e simbolica, rara tra i complessi imperiali dell’epoca.
Il sito è un perfetto esempio di come politica, architettura e religione si intrecciassero nella Roma tardo-antica.
Nel corso dei secoli, la villa ha subito trasformazioni, abbandoni e fenomeni di degrado, che hanno reso necessario un intervento di restauro attento e rispettoso.

Il restauro conservativo della Villa di Massenzio

L’intervento di restauro archeologico e conservativo ha avuto l’obiettivo di preservare e valorizzare uno dei più importanti patrimoni culturali di Roma.
Le attività hanno incluso:

  • Consolidamento delle murature antiche, con tecniche compatibili e materiali a basso impatto;

  • Restauro del “corridoio imperiale”, il passaggio che collegava il palazzo al pulvinar, il podio da cui l’imperatore assisteva alle corse nel circo;

  • Riqualificazione dei percorsi di visita, con l’introduzione di soluzioni accessibili e sostenibili.

Tecnologie e approccio progettuale

L’intervento si è basato su un approccio multidisciplinare, che ha coniugato tecniche tradizionali di restauro con tecnologie digitali e diagnostiche avanzate per il monitoraggio strutturale e ambientale.
Tutte le operazioni sono state condotte nel rispetto della delicatezza del contesto archeologico, garantendo al tempo stesso sicurezza, conservazione e accessibilità per i visitatori.

Un dialogo tra passato e futuro

Oggi la Villa di Massenzio è uno spazio vivo e accessibile, dove storia, architettura e paesaggio si incontrano.
Il restauro ha restituito al pubblico un luogo di straordinaria bellezza, permettendo di immergersi nell’antico splendore di Roma lungo l’Appia Antica, tra monumenti, rovine e panorami suggestivi.

Questo intervento rappresenta un ponte tra passato e futuro, un esempio di valorizzazione sostenibile del patrimonio archeologico che unisce rigore scientifico, innovazione e rispetto della memoria storica.

LUOGO

Roma

COMMITTENTE

Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina

PERIODO LAVORI
ATTIVITÀ

Coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione
Coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione
Direzione lavori
Progetto definitivo
Progetto esecutivo

TIPOLOGIA

Restauro Beni Culturali Vincolati

DESTINAZIONE D'USO

Culturale

IMPORTO LAVORI
GRUPPO DI LAVORO

Englobe
Geol. Alberto Antinori
Relevo s.r.l.

ENGLOBE Progettazione Integrata Restauro Sisma Convento San Francesco Matelica

Complesso conventuale di San Francesco

Complesso conventuale di San Francesco

Progetto e lavori di restauro conservativo, consolidamento strutturale e miglioramento energetico

Un patrimonio francescano dal XIII secolo

Il complesso conventuale di San Francesco a Matelica è uno dei più significativi esempi di architettura religiosa delle Marche. Le sue origini risalgono al XIII secolo, quando i Frati Minori si insediarono nell’area nord-est della città murata, contribuendo allo sviluppo culturale e amministrativo del territorio.

Nel corso dei secoli il convento ha visto l’alternarsi di diverse famiglie francescane – Conventuali, Osservanti e Riformati – attraversando periodi di espansione e crisi, fino alla soppressione napoleonica e alla definitiva chiusura nel 1861.

La chiesa e il valore artistico del complesso

Accanto al convento sorge la chiesa di San Francesco, custode di un importante patrimonio artistico: affreschi, decorazioni e stratificazioni architettoniche che testimoniano secoli di storia e trasformazioni. Gli eventi sismici che hanno interessato la regione hanno però compromesso la stabilità dell’intero complesso, rendendo necessario un intervento di restauro urgente e strutturato.

L’intervento di ENGLOBE: restauro e miglioramento sismico​

ENGLOBE ha seguito un ampio intervento che ha riguardato sia la chiesa sia il convento, con il duplice obiettivo di conservare gli elementi storici e di garantire la sicurezza strutturale.

Il progetto ha previsto:

  • il ripristino delle strutture portanti e dei sistemi costruttivi originari,
  • la conservazione delle superfici decorate e degli affreschi,
  • la riqualificazione delle coperture, eliminando le superfetazioni,
  • l’impiego di tecnologie compatibili con il contesto storico-architettonico.

Approccio progettuale e valore culturale​

L’intervento è stato sviluppato attraverso un approccio integrato, che ha unito competenze specialistiche in ambito strutturale e conservativo. Il risultato ha permesso di restituire al complesso la piena fruibilità, preservandone il valore storico e artistico e garantendone la sicurezza per il futuro.

Grazie a questo restauro, il complesso di San Francesco continua a rappresentare un punto di riferimento culturale e identitario per la città di Matelica e per l’intero territorio marchigiano.

LUOGO

Matelica (MC)

COMMITTENTE

Provincia Picena di S. Giacomo della Marca dei Frati Minori

PERIODO LAVORI
ATTIVITÀ

Coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione
Coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione
Direzione lavori
Progettazione preliminare
Progetto definitivo
Progetto esecutivo

TIPOLOGIA

Restauro Beni Culturali Vincolati

DESTINAZIONE D'USO

Edifici di Culto
Polifunzionale

IMPORTO LAVORI
GRUPPO DI LAVORO

Studio Paci Srl

Restauro Hotel Palazzo Castri Firenze ENGLOBE Progettazione Integrata

Hotel Palazzo Castri

Hotel Palazzo Castri

Ristrutturazione palazzo storico

Restauro dell’Hotel Palazzo Castri a Firenze

Il progetto di restauro dell’Hotel Palazzo Castri si inserisce nel contesto del centro storico di Firenze come intervento di recupero e valorizzazione di un edificio storico destinato all’ospitalità. L’intervento è orientato a coniugare tutela del patrimonio architettonico, adeguamento funzionale e qualità degli spazi ricettivi, nel rispetto delle caratteristiche storiche e materiche del manufatto.

Inquadramento storico e contesto urbano

Palazzo Castri è parte integrante del tessuto storico fiorentino, caratterizzato da una forte stratificazione architettonica e da vincoli di tutela. Il progetto si confronta con un contesto di elevato valore culturale, richiedendo un approccio attento alla compatibilità degli interventi e alla salvaguardia dell’identità dell’edificio.

Criteri di restauro e recupero conservativo

Le scelte progettuali si basano sui principi del restauro conservativo, privilegiando interventi mirati, reversibili e compatibili con le strutture e le finiture storiche. Il progetto mira alla conservazione degli elementi architettonici originari, integrando soluzioni tecniche capaci di migliorare le prestazioni funzionali senza alterare il carattere dell’edificio.

Adeguamento funzionale e spazi per l’ospitalità

Il restauro ha previsto un adeguamento funzionale degli ambienti, finalizzato a rispondere agli standard dell’ospitalità contemporanea. La riorganizzazione degli spazi interni consente di migliorare comfort, fruibilità e qualità dell’esperienza alberghiera, mantenendo un equilibrio tra esigenze operative e rispetto del costruito storico.

Restauro alberghiero come valorizzazione del patrimonio

L’intervento sull’Hotel Palazzo Castri rappresenta un esempio di restauro applicato all’edilizia ricettiva storica, in cui la conservazione del patrimonio architettonico si integra con nuove esigenze d’uso. Il progetto contribuisce alla valorizzazione dell’edificio e al rafforzamento dell’offerta alberghiera nel centro storico di Firenze.

LUOGO

Firenze (FI)

COMMITTENTE

Privato

PERIODO LAVORI
ATTIVITÀ

Direzione lavori
Progettazione Strutturale
Progetto Architettonico in Variante

TIPOLOGIA

Ristrutturazione

DESTINAZIONE D'USO

Ricettivo

IMPORTO LAVORI
GRUPPO DI LAVORO

Studio Paci Srl