Palazzo Parisani
Palazzo Parisani
Restauro e miglioramento sismico di Palazzo Parisani a Camerino
Un palazzo nobiliare nel cuore di Camerino
Palazzo Parisani sorge tra Via Roma e Largo della Pietà, in una delle posizioni urbane più dense e stratificate del centro storico camerte. Da un lato si affaccia sulla via principale, dall’altro si apre verso le mura castellane e il paesaggio storico della città, nel quartiere che un tempo era denominato Terziere di Sossanta.
È un organismo architettonico complesso, cresciuto per accorpamenti e trasformazioni nel corso dei secoli: non un edificio isolato, ma un frammento leggibile della storia urbana di Camerino. Il complesso si articola su otto unità strutturali che si sviluppano su sette livelli, di cui tre interrati, per un’altezza massima di circa quindici metri fuori terra.
Storia: dalle famiglie Strada e Zucconi ai Parisani
Palazzo Parisani è un palazzo signorile di impianto seicentesco, appartenuto in successione alle famiglie Strada, Zucconi e Parisani. Come molti edifici storici italiani, nasce dal riuso di strutture preesistenti, dove ogni fase costruttiva lascia traccia senza cancellare quella precedente.
Accanto al corpo principale si riconosce la memoria della Casa di Varino Favorino, il celebre umanista e filologo camerinese vissuto tra Quattrocento e Cinquecento. L’iscrizione sull’architrave di una finestra del primo piano “AVR. PHA. ETTOS. NUCERINO”, trasforma un dettaglio architettonico in documento storico, testimoniando la proprietà che Favorino acquisì dall’edificio nel primo Cinquecento. È uno degli elementi che rendono Palazzo Parisani non solo un edificio da restaurare, ma una testimonianza concreta dell’identità culturale di Camerino.
Il sisma 2016: lesioni, vulnerabilità e necessità di intervento
Gli eventi sismici del 2016 hanno interrotto l’equilibrio strutturale dell’edificio. L’intera proprietà è stata classificata con grado di inagibilità E, il massimo previsto dalla scala di valutazione post-sismica, con ordinanze comunali emesse tra giugno 2017 e febbraio 2018.
Le lesioni, i dissesti e le vulnerabilità hanno coinvolto sia la struttura portante sia gli apparati decorativi, rendendo necessario un approccio progettuale unitario. Il quadro fessurativo ha rivelato in particolare il rischio di ribaltamento delle facciate, parzialmente già attivato in corrispondenza delle pareti laterali, e danni da taglio nelle murature più esposte all’azione sismica nel piano. Il complesso era già stato oggetto di interventi post-sisma nel 1997, che avevano incluso iniezioni di boiacca nelle murature, sostituzione di travi ammalorate e rifacimento parziale delle coperture.
L'intervento: restauro architettonico e sicurezza strutturale
Il progetto di restauro e miglioramento sismico di Palazzo Parisani si è articolato su più fronti simultanei. Il consolidamento delle murature in pietrame è stato affrontato con interventi di cuci e scuci, ristilatura dei giunti di malta, iniezioni di miscele leganti a base di calce idraulica naturale e applicazione di reti fibrorinforzate con intonachino a base calce. Le facciate, gravemente danneggiate, hanno beneficiato anche del sistema Reticola di Fibrenet nella zona facciavista su Largo della Pietà.
Il recupero e rinforzo dei solai lignei ha previsto lo smontaggio, la catalogazione e la sostituzione selettiva delle travi ammalorate, con cerchiatura metallica e piatti di controventamento. Le volte strutturali in muratura sono state svuotate, irrigidite con nastri in fibre di acciaio galvanizzato e collegate alla muratura con angolari metallici. Il restauro delle coperture ha comportato lo smontaggio dell’intero manto in coppi, il trattamento anti-tarlo delle capriate lignee esistenti, la sostituzione delle parti non recuperabili con nuovo legno di castagno e la realizzazione di un cordolo sommitale a traliccio metallico per connettere copertura e murature portanti. Le catene metalliche, inserite in entrambe le direzioni con capochiave a vista, completano il sistema di presidio antiribaltamento delle pareti perimetrali.
L’obiettivo è stato restituire sicurezza strutturale senza alterare l’identità architettonica del palazzo, lavorando sulla materia esistente con una logica di conservazione attiva.
Gli apparati decorativi: la memoria fragile dell'edificio
Una delle componenti più delicate dell’intervento riguarda gli apparati decorativi interni. Volte decorate con dipinti a tempera su intonaco raffiguranti soggetti mitologici, stucchi con elementi floreali e geometrici eseguiti a stampo, portali in pietra arenaria con bugnato e mascheroni, portoni in legno massello di notevole pregio barocco, cornici dorate a missione e pavimentazioni in cotto: ciascuna di queste superfici rappresentava, dopo il sisma, un fronte aperto di degrado attivo.
Il sisma ha provocato fessurazioni, distacchi, lacune e cedimenti localizzati concentrati soprattutto in corrispondenza degli appoggi angolari delle volte in camorcanna, il sistema costruttivo in stuoie di cane intrecciate, tipico degli interni nobili dell’Italia centrale. Il progetto ha previsto un coordinamento continuo tra restauratori qualificati e progettisti strutturali, con una prima fase di messa in sicurezza precedente a qualsiasi intervento edilizio: bendaggi di sostegno, microiniezioni localizzate di calce idraulica naturale, saggi stratigrafici per individuare superfici di pregio nascoste sotto strati più recenti. Solo in una seconda fase, a consolidamento strutturale completato, è stato possibile procedere al restauro definitivo con reintegrazione pittorica, stuccatura delle lacune e protezione superficiale con resine acriliche a bassa concentrazione.
Questo passaggio esprime uno dei principi fondamentali del metodo ENGLOBE: la sicurezza dell’edificio e la conservazione della sua bellezza non sono obiettivi separati, ma parti dello stesso progetto.
Palazzo Parisani nella ricostruzione post-sisma di Camerino
Il restauro si inserisce nel più ampio processo di ricostruzione post-sisma del centro storico di Camerino. Ogni edificio recuperato non restituisce soltanto spazi abitabili: riattiva un pezzo di città, una sequenza di prospetti, una memoria collettiva.
Nel caso di Palazzo Parisani, il valore dell’intervento risiede nella capacità di tenere insieme la dimensione tecnica e quella narrativa. Consolidamento delle murature, recupero delle coperture, tutela degli apparati decorativi e lettura storica dell’aggregato diventano strumenti per riportare vita in un edificio che il sisma aveva reso fragile. Palazzo Parisani torna a essere non solo un bene restaurato, ma una testimonianza concreta di come la ricostruzione possa trasformarsi in conoscenza, cura e restituzione dell’identità architettonica.
Chi era Varino Favorino e perché il suo nome è inciso su una finestra di Via Roma?
Varino Favorino fu un umanista camerinese formatosi a Firenze sotto la guida di Poliziano e poi precettore dei figli di Lorenzo il Magnifico, tra i quali il futuro papa Leone X. Nel primo Cinquecento acquistò la casa oggi inglobata nel complesso di Palazzo Parisani, e l'iscrizione "AVR. PHA. ETTOS. NUCERINO" sull'architrave di una finestra del primo piano ne attesta ancora la presenza, un testo antico nella pietra che ogni restauratore ha dovuto proteggere con la stessa cura riservata alle volte dipinte.
Cosa lega la famiglia Parisani a Napoleone Bonaparte?
Il pittore Napoleone Parisani, ultimo discendente illustre della famiglia, nacque a Camerino nel 1854 da madre principessa Emilia Gabrielli di Prossedi, la cui nonna era Charlotte Bonaparte Gabrielli, figlia primogenita di Lucien Bonaparte, fratello di Napoleone. Il sangue imperiale scorreva nelle vene di chi dava il nome al palazzo, e per opposizione della madre, lo stesso pittore non poté mai condurvi la sua compagna di vita Adelaide Lucaferri. Un palazzo con radici bonapartiste che oggi, grazie al restauro post-sisma, torna a raccontare questa storia.
LUOGO
Camerino (MC)
COMMITTENTE
Privato
PERIODO LAVORI
ATTIVITÀ
CSP
Progettazione definitiva
Progettazione esecutiva
TIPOLOGIA
Restauro Beni Culturali Vincolati
Risanamento conservativo
DESTINAZIONE D'USO
Residenziale
IMPORTO LAVORI
GRUPPO DI LAVORO
Englobe
Geol. Marco Caporaletti
Ing. Carlo Morosi