ENGLOBE a Bengasi: missione GCUPI-B e Masterplan centro storico

Cosa è successo alla missione di Bengasi di settembre 2026?

Dal 3 all’11 settembre 2026 una delegazione di ENGLOBE ha preso parte al GCUPI-B, la fase conclusiva della Global Competitive Urban Planning Initiative promossa dal Fund for Development and Reconstruction of Libya (FDRL) per il Masterplan urbanistico di Greater Benghazi.

Il programma si è articolato su più giornate: preparazione dei materiali, inaugurazione ufficiale dell’evento presso la nuova Conference Hall del campus universitario di Bengasi, attività fieristica con uno spazio espositivo dedicato al Masterplan all’interno del padiglione della Camera di Commercio Italo-Libica, incontri B2B con operatori locali e internazionali, e un incontro tecnico conclusivo con la divisione del Fondo responsabile del centro storico.

Come si è svolta la presentazione del Masterplan?

Il raggruppamento coordinato da ENGLOBE e DRA&U è stato il primo a presentare un vero e proprio Masterplan durante la giornata inaugurale del 6 settembre.

L’intervento, di circa venti minuti complessivi, si è articolato in un’introduzione generale al raggruppamento seguita dall’esposizione del progetto. La proposta del raggruppamento è stata segnalata dagli organizzatori e dai tecnici del Fondo per l’attenzione riservata all’analisi urbana preliminare e per la scelta di concentrare l’intervento sul centro storico.

Chi compone il raggruppamento che ha presentato il progetto a Bengasi?

Il Masterplan è stato sviluppato da un raggruppamento di otto società italiane, coordinato da ENGLOBE e DRA&U.

Le realtà coinvolte nel progetto sono:

  • ENGLOBE
  • DRA&U
  • Buro Milan
  • Ingegneria Capaldini Studio Associato
  • Paolo Bodega Architettura
  • SPERI
  • European Engineering
  • Studio Maroni Architetto Piero

Il raggruppamento riunisce competenze complessive stimate in oltre 800 professionisti attivi in più di 55 paesi, con esperienza su oltre 90 masterplan e oltre 1.700 interventi su edifici storici. Alla missione di settembre hanno preso parte professionisti delle diverse società del raggruppamento, con referenti distinti individuati per i rapporti istituzionali e per quelli tecnici con le autorità libiche.

In cosa consiste il Masterplan per il centro storico di Bengasi?

Il Masterplan propone una strategia di rigenerazione guidata dal patrimonio storico, basata sul riconoscimento delle stratificazioni ottomana, italiana e libica che caratterizzano il tessuto urbano di Bengasi.

L’approccio, sintetizzato dal raggruppamento con l’immagine del “kintsugi urbano”, prevede che i vuoti generati dai danni bellici non vengano colmati in modo indiscriminato ma trasformati in micro-piazze, giardini e cisterne, secondo un principio di riparazione piuttosto che di cancellazione delle tracce della crisi. Il progetto classifica il patrimonio edilizio in cinque tipologie, dagli hosh a corte di matrice ottomana e araba agli edifici di impianto italiano degli anni Venti e Trenta, fino alle costruzioni recenti incompatibili con il tessuto storico e con il fronte mare. Per ciascuna tipologia sono previste strategie di intervento differenziate in base al livello di danno: restauro conservativo, valutazione caso per caso per i danni parziali, ricostruzione fedele sulla base di rilievi e documentazione storica per gli edifici totalmente demoliti, come nel caso di edifici quali il Municipio, il Mercato storico e la sede della Banca d’Italia progettata negli anni Trenta da Guido Ferrazza. Il Masterplan comprende inoltre la riorganizzazione della rete di spazi verdi e piazze, la riqualificazione del lungomare Corniche e un sistema di mobilità che integra tram, linee BRT, percorsi ciclabili e zone a traffico limitato.

Quali sono stati i riscontri e i contatti più rilevanti della missione?

Oltre al riscontro ricevuto durante la presentazione ufficiale, la missione ha permesso un incontro diretto con la divisione del Fondo dedicata al centro storico e l’apertura di nuovi contatti professionali.

Durante i giorni successivi alla presentazione, lo stand dedicato al Masterplan nel padiglione della Camera di Commercio Italo-Libica ha ricevuto la visita dell’ingegner Belkasem Hiftar, Direttore Generale del FDRL, e numerose visite da parte dei tecnici del Fondo coinvolti nelle attività relative al centro storico. Il 10 settembre si è tenuto un incontro formale presso gli uffici della divisione del Fondo dedicata al centro storico, ospitati in un edificio della città antica precedentemente restaurato dal Fondo stesso. Nel corso dell’incontro è stata illustrata la metodologia italiana del restauro, con particolare attenzione alla conoscenza del costruito esistente e alla compatibilità dei materiali impiegati sugli edifici storici. Tra i contatti acquisiti durante gli incontri B2B figurano la società libica di ingegneria integrata Arrawasi Allibiya, lo studio Super Block, la holding cinese China Mediterranean Holding, la holding libica Al Amerah, la società italiana Sistematica, partner di Zaha Hadid per l’analisi della mobilità, e La Semaforica, specializzata in impianti semaforici e sistemi per la mobilità urbana.

Che città ritrova oggi il proprio centro storico?

Il centro storico di Bengasi è oggi una città che riparte da un lungo periodo di danni e frammentazione, portando con sé una stratificazione identitaria che unisce eredità ottomana, italiana e libica.

Anni di conflitto hanno lasciato vuoti urbani, edifici demoliti e connessioni interrotte, ma non hanno cancellato il tessuto di relazioni, memorie e funzioni che ha reso Bengasi un crocevia mediterraneo per secoli. Le vie porticate, le piazze storiche e gli edifici superstiti restano punti di riferimento concreti attorno ai quali immaginare la rinascita della città: non un’operazione di restauro isolata, ma un processo che intreccia recupero del patrimonio, rigenerazione degli spazi pubblici e nuove opportunità economiche e sociali per chi il centro storico lo abita ogni giorno. Bengasi riparte da qui, da un patrimonio ferito ma ancora leggibile, chiamato a diventare di nuovo il cuore pulsante della città.

Cos'è il GCUPI-B?

Il GCUPI-B (Global Competitive Urban Planning Initiative Benghazi) è il processo competitivo internazionale promosso dal Fund for Development and Reconstruction of Libya per raccogliere proposte di Masterplan e soluzioni urbanistiche per la trasformazione di Bengasi.

Perché alcuni edifici storici di Bengasi si chiamano "Berenice"?

Il nome deriva dall'antica città greca di Berenice, con cui fu rifondata nel III secolo a.C. l'insediamento allora chiamato Euesperides, in onore di Berenice II, regina di Cirene e poi d'Egitto. In epoca coloniale italiana il nome fu ripreso per alcuni edifici del centro storico, tra cui il Teatro Berenice e l'Hotel Berenice, entrambi tra i landmark presi in esame dal Masterplan.