Oltre la verticalità: come nascono i pilastri inclinati del complesso residenziale di Busto Arsizio

Un nuovo segno architettonico tra via Marsala e via Pergolesi

Nel cuore di Busto Arsizio (VA), tra via Marsala, via Pergolesi e via Petrella, prende forma un nuovo complesso edilizio che unisce funzioni residenziali e direzionali in un unico organismo architettonico contemporaneo.
Il progetto, commissionato da Live Green Palace S.r.l., si articola in due blocchi indipendenti, distinti per funzione e impostazione volumetrica.

Il primo blocco, sviluppato perpendicolarmente a via Pergolesi, comprende un piano interrato e tre piani fuori terra destinati ad autorimesse e uffici.
Il secondo blocco, invece, è il cuore simbolico del progetto: un volume completamente staccato da terra, sospeso sul vuoto e collegato al corpo principale solo attraverso il vano scale e i due ascensori.
Su sei piani fuori terra, ospita unità residenziali circondate da ampie terrazze e una copertura piana fotovoltaica, espressione di un linguaggio architettonico che unisce leggerezza formale e rigore strutturale.

Un nuovo segno architettonico tra via Marsala e via Pergolesi

Il blocco sospeso: i nove pilastri inclinati

Elemento iconico dell’intervento sono i nove pilastri cilindrici inclinati in calcestruzzo armato posizionati lungo il prospetto Est.
Con diametro di 60 cm e altezza massima di 15,50 metri, questi elementi supportano il volume residenziale sospeso, trasferendo i carichi verticali e le azioni sismiche verso la platea di fondazione in c.a. di 100 cm di spessore.

In corrispondenza dei punti di appoggio, la soletta del quinto impalcato è stata irrigidita con plinti di 200X200 estradossati di h= 90 cm, per contrastare il punzonamento dovuto alle elevate concentrazioni di sforzi.

Il blocco sospeso i nove pilastri inclinati

Analisi strutturale e modellazione numerica​

L’intero progetto strutturale è stato sviluppato nel rispetto delle Norme Tecniche per le Costruzioni (D.M. 17 gennaio 2018) e della Circolare n.7 del 21 gennaio 2019, attraverso una modellazione tridimensionale agli elementi finiti (FEM).
L’analisi è stata condotta con il software Pro_Sap Professional 2018 della 2S.I. – Software e Servizi per l’Ingegneria, che ha consentito la simulazione del comportamento dell’edificio in condizioni statiche e sismiche.

La struttura è stata verificata agli stati limite ultimi (SLU) e agli stati limite di esercizio (SLE), adottando un fattore di comportamento sismico q = 1.067, in quanto non dissipativa.

Le analisi dinamiche lineari con spettro di risposta hanno confermato la deformabilità torsionale e la stabilità globale del complesso, verificando il corretto assorbimento delle azioni orizzontali da parte dei setti in calcestruzzo e dei pilastri inclinati. 

Analisi geotecnica e sistema di fondazione

Le verifiche geotecniche sono state elaborate sulla base della relazione redatta dal geologo dott. Claudio Franzosi.

La platea di fondazione, spessa 100 cm, è stata modellata a due quote diverse con un salto di quota di 1,25m, per adattarsi alle caratteristiche topografiche e garantire la corretta distribuzione delle pressioni di contatto.

Materiali e fase di posa in cantiere

Dopo il completamento delle strutture di fondazione in calcestruzzo, la fase di cantiere è entrata nel suo momento più delicato: la posa dei pilastri inclinati lungo il prospetto Est del blocco sospeso.
Si è trattato di un’operazione ad alta complessità tecnica, che ha richiesto la presenza simultanea di numerosi operai specializzati e il coordinamento costante dei capi cantiere e dei tecnici, impegnati nel monitoraggio costante di ogni fase di sollevamento, allineamento e getto.

I pilastri, realizzati in calcestruzzo armato C28/35 con armature in acciaio B450C e una incamiciatura esterna in acciaio dello spessore di 5mm, sono stati posizionati con precisione millimetrica per garantire la perfetta inclinazione progettuale e la continuità con la soletta di testa di 70 cm di spessore.
Le solette dei piani superiori, completano il sistema portante, assicurando un comportamento statico omogeneo e prestazioni elevate sia in termini di resistenza meccanica che di risposta sismica.

Durante la posa, sono stati eseguiti controlli continui sulla qualità del calcestruzzo e sulle tolleranze geometriche, a conferma di un approccio costruttivo orientato alla sicurezza e alla durabilità.
Le verifiche finali hanno confermato il pieno rispetto delle prescrizioni normative e la stabilità strutturale dei pilastri inclinati.

Equilibrio tra ingegneria e architettura

L’intervento di Busto Arsizio rappresenta un esempio concreto di integrazione tra calcolo strutturale e progetto architettonico, frutto della collaborazione tra ENGLOBE e lo studio Ni.ma Srl, autore del concept e della composizione formale.
L’architettura sospesa del secondo blocco trova nei pilastri inclinati in calcestruzzo armato con camicia in acciaio la propria espressione strutturale: elementi che, oltre a sostenere il volume, definiscono il ritmo e il carattere del prospetto, traducendo la complessità ingegneristica in un gesto architettonico riconoscibile.

Il progetto nasce da un dialogo costante tra esigenze estetiche, funzionali e costruttive, in cui ENGLOBE ha saputo coniugare realismo tecnico e visione progettuale, garantendo la piena coerenza tra l’intento del committente, la fattibilità esecutiva e la qualità architettonica dell’opera.

Impresa esecutrice: Gruppo Alfano | Render Ni-Ma.it