ENGLOBE | Ingegneria e architettura - Rocca delle Caminate Meldola

Rocca delle Caminate

Restauro e risanamento conservativo del Castello della Rocca delle Caminate a Meldola

Rocca delle Caminate: il restauro conservativo che trasforma un castello romagnolo in polo universitario

Sul crinale che separa la valle del Rabbi da quella del Ronco, a circa 400 metri sul livello del mare e a pochi chilometri da Forlì, Meldola e Predappio, sorge la Rocca delle Caminate: un organismo fortificato a pianta quadrangolare di circa 55×22 metri, dominato da una torre alta 30 metri e immerso in un parco storico di 8 ettari cinto da mura.

Le sue origini risalgono al 997, quando il sito, allora Castrum Caminate, è citato come proprietà di Ambrone delle Caminate. Nei secoli successivi il castello passa di mano tra Ordelaffi, Belmonti e Malatesta, subisce assedi e distruzioni, la più radicale nel 1469, ad opera di Pino degli Ordelaffi, e nel 1870 un terremoto ne compromette gravemente le strutture superstiti.

Un primo recupero organico arriva tra il 1924 e il 1927 a cura della Soprintendenza ai Monumenti per le Romagne; nel 1985 un intervento strutturale pesante altera in parte la logica costruttiva originaria dell’edificio.

Un intervento integrato tra conservazione e nuova funzionalità

Il progetto, sviluppato sotto la supervisione scientifica del prof. arch. Giovanni Carbonara con la relazione metodologica del prof. Claudio Galli, ha riguardato il restauro e risanamento conservativo del complesso, destinandolo a sede universitaria e di ricerca nell’ambito del Tecnopolo di Forlì-Cesena.

L’approccio, riconducibile a una logica di progettazione integrata, ha dovuto conciliare la conservazione della materia storica con l’introduzione di nuove funzioni pubbliche, agendo su più fronti: consolidamento del blocco residenze, rifunzionalizzazione del blocco servizi con sala conferenze e aule ricerca, restauro della torre e della lanterna originale, recupero espositivo dei bastioni medievali, riqualificazione dei cortili e del parco, oltre all’integrazione di impianti, accessibilità e sicurezza antincendio.

Il blocco residenze, in discreto stato strutturale ma con locali ancora al grezzo, ha mantenuto percorsi distributivi e tramezzature esistenti, con impianti distribuiti in cavedi per non intervenire su murature decorate e soffitti cassettonati.

Il blocco servizi, segnato da carbonatazione dei solai e lesioni passanti, è stato invece ricostruito nelle parti incongrue e dotato di una sala conferenze da 126 posti, aule ricerca modulari, da 36 a 109 posti configurabili, e di una terrazza panoramica pubblica in pietra arenite con parapetti in acciaio corten.

La torre ha richiesto consolidamenti murari, il recupero dei solai lignei e lo smaltimento di serbatoi in amianto al terzo piano, oltre al rimontaggio della lanterna storica conservata nei magazzini della Provincia di Forlì-Cesena.

I bastioni antichi, invasi dalla vegetazione, sono stati restaurati con idrolavaggi a bassa pressione e trattamenti biocidi naturali, trasformandoli in percorso espositivo sulla storia della Rocca.

Materiali e accessibilità

La selezione dei materiali ha privilegiato compatibilità storica e reversibilità: malte a calce idraulica, cotto fatto a mano, legno di noce e castagno, rame per le lattonerie, acciaio corten per la nuova scala di sicurezza esterna, ispirata alla metafora della torre d’assedio medievale, e vetro basso emissivo per la teca smontabile della terrazza.

Il tema dell’accessibilità, sviluppato in coerenza con il D.M. 236/1989 e il D.P.R. 503/1996, ha previsto due nuovi ascensori, rampe interne ed esterne e l’adeguamento di percorsi, soglie e servizi igienici a ogni livello.

Il risultato è un caso di restauro integrato che non si ferma alla conservazione dell’involucro, ma ricostruisce una funzionalità pubblica coordinando restauro, consolidamento strutturale, impianti e accessibilità: da bene monumentale a infrastruttura di ricerca e formazione per il territorio romagnolo.

Che tipo di consolidamenti sono stati previsti per la torre della Rocca?

Gli interventi hanno riguardato il consolidamento delle murature e dei collegamenti verticali, il recupero dei solai lignei, l’impermeabilizzazione della copertura, lo smaltimento di serbatoi contenenti amianto al terzo piano e il restauro con rimontaggio della lanterna originale.

Perché la Rocca delle Caminate è così nota al pubblico non specialistico?

Perché tra il 1924 e il 1927 fu ricostruita e donata a Benito Mussolini, che ne fece la propria residenza estiva. Sulla torre venne installato un faro tricolore che, quando acceso, segnalava la sua presenza nel castello ed era visibile fino a decine di chilometri di distanza, un dettaglio storico che ancora oggi accompagna la narrazione del sito, distinta dal recente intervento di restauro a fini universitari.

LUOGO

Meldola (FC)

COMMITTENTE

Impresa Lancia Srl per conto del Comune di Meldola

PERIODO LAVORI

2010 / 2011

ATTIVITÀ

Coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione
Progettazione definitiva
Progettazione esecutiva

TIPOLOGIA

Restauro Beni Culturali Vincolati

DESTINAZIONE D'USO

Culturale
Istruzione
Polifunzionale

IMPORTO LAVORI

€ 3.000.000,00

GRUPPO DI LAVORO

Englobe